“Bufalino al cinema”. Le pagelle di uno scrittore cinefilo, in un libro

Diceria dell’untore, 1990


“Sono nato insieme al cinema, ho seguito il suo mutarsi, mutandomi frattanto anch’io.” Un rapporto viscerale lega Gesualdo Bufalino, lo scrittore di Comiso, Premio Strega nel 1988 con Le menzogne della notte, ed il cinema, passione condivisa con l’amico Leonardo Sciascia.

Spettatore assiduo – tanto da vedere un film diverso ogni sera – e frequentatore del cineblub di Vittoria, lo scrittore ha visto e schedato numerosi film, giudizi ora raccolti da Giuseppe Traina in Bufalino al cinema, libro edito da Salarchi immagini e pubblicato dalla Fondazione Bufalino, in occasione del centenario della nascita dello scrittore.

Il volume ci restituisce la passione di uno spettatore onnivoro, che ama vedere e parlare dei film, assegnando ad un quaderno i suoi giudizi. Suddivide per genere i film visti  – non apprezza l’umorismo di Totò e Peppino, dando un 6- a La banda degli onesti; passa al setaccio registi, dall’8 assegnato a Rossellini per Roma città aperta alla grave insufficienza data ad Antonioni per La signora senza camelie; si appunta interpreti e case di produzione, fino ad assegnare voti ai film, come se si trattasse dei suoi allievi – l’insegnamento è il suo primo mestiere.

Lo scrittore di Comiso predilige film americani e francesi – gli unici proiettati nella prima sala costruita nel paese di origine nel 1935, anno in cui il quindicenne Bufalino scopre con l’amico Nunzio Digiacomo “i primi tremanti commerci amorosi col cinema”. Il cinema diventa, in pieno regime fascista, l’unica finestra aperta sul mondo, grazie ai film della Hollywood degli anni Trenta ed al cinema muto dell’amato Charlie Chaplin (a cui assegna un 8 e mezzo per Luci della ribalta).

Il cinema ha influenzato l’immaginario di Bufalino, la cui scrittura viene scoperta tardivamente, grazie all’amico Sciascia e ad Elvira Sellerio nel 1981, anno di pubblicazione del suo primo romanzo – Premio Campiello – Diceria dell’untore, da cui il regista Beppe Cino ha tratto l’omonimo film nel 1990.

Bufalino si è immerso del tutto nell’universo cinematografico, dalla prima spiegazione data della tecnica del flashback – per la prima volta visto nel film Alba tragica – a degli spettatori disorientati, al progetto di un film con Sciascia – Fatto successo, mai realizzato – per raccontare la Sicilia, ai numerosi riferimenti cinematografici che emergono dalle sue pagine letterarie, fino ad una raccolta – L’enfant du paradis – di tutti i saggi che lo scrittore ha dedicato al cinema.

 


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