Addio Luciano Del Sette, intellettuale che ci ha insegnato a non sprecare

Quando i numeri non sono statistiche ti entrano dentro e ti lacerano. Il covid si è portato via Luciano Del Sette, giornalista e scrittore, intellettuale vero, voce libera (e calda, da molti ascoltata su Radio3 per uno dei suoi Viaggi perduti), curioso di conoscere cose e persone, di andare al di là dell’ovvio.

Uomo di cultura nel senso più bello, capace di coniugare alla conoscenza un grande senso di umanità. Soprattutto amico, di quelli che una volta incontrati è difficile lasciar andare. Ciao Puccio Smith, parleremo a lungo di te.
Il consiglio a caldo è di leggere il suo bel libro, Riassunto di fine giornata, del 2012 (Exorma edizioni).
“A un certo punto, si smette di sprecare. Si smette di investire a vanvera sulle persone. Si smette di sprecare la disponibilità del tempo nel conoscere qualcuno senza averne qualcosa, anche un minimo, in cambio. Si smette per una sensazione di inutilità e di età che si affaccia senza preavviso. Si smette per via di una saggezza cinica che ha dalla sua un migliaio di ragioni. Capisci, ti fermi, non sprechi più”.
A questo link un suo articolo, scritto qualche mese fa sul coronavirus raccontato dagli artisti di strada, pubblicato sul Manifesto, suo giornale d’elezione.
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