Il favoloso Giappone di Amélie (Nothomb)

È “Il fascino indiscreto dell’amore”, il nuovo film di Stefan Liberski, regista e scrittore belga per la prima volta nelle sale italiane con l’adattamento di “Né di Eva né di Adamo”, il romanzo autobiografico della popolarissima autrice …

Tokyo-fianceeAmélie ha vent’anni e sta per realizzare il singolarissimo sogno di una vita: diventare giapponese. La ragazza, dai vestiti “stile nouvelle vague” e il nome francese, è infatti nata a Tokyo dove ha vissuto fino a cinque anni, quando è dovuta tornare in Belgio con i genitori. Come nella storia personale raccontata da Amélie Nothomb anche la giovane protagonista del film non ha mai dimenticato il suo paese d’origine e ora ha finalmente l’età giusta per farvi ritorno.

Stefan Liberski, regista e scrittore belga, arriva per la prima volta in Italia, dove in passato ha lavorato come assistente alla regia – anche con Fellini in La città delle donne –, portando in sala l’adattamento del romanzo autobiografico di Amélie Nothomb, Né di Eva né di Adamo (edito da Volland nel 2008) con il titolo, Il fascino indiscreto dell’amore, in sala per Fil Rouge Media.

9788888700984_0_0_287_80

Il film, presentato al Festival Internazionale del Film di Roma 2014, nella sezione per ragazzi,  Alice nella città, segue Amélie (Pauline Étienne) nella ricerca delle proprie origini e di una cultura altra, distante, che provoca un’attrazione fascinosa e magnetica sulla ragazza. Appena arrivata in Giappone, la giovane protagonista decide di guadagnare qualche soldo tenendo lezioni di francese e in questo modo incontra Rinri, il suo unico studente a sua volta innamorato della cultura francese, con il quale nasce subito un rapporto intimo e curioso.

I due ragazzi intraprendono così un percorso di crescita e scoperta, fatto di fascinazione reciproca e scambi non sempre consapevoli di identità e costumi, in un tentativo di avvicinarsi alle rispettive culture, di cui Amélie e Rinri sono rappresentanti ideali. Presto i due si ritroveranno però a fare i conti con la vita reale. Rinri accompagna Amélie attraverso un Giappone estremamente diverso da quello idealizzato dalla ragazza, un Giappone che non sembra essere all’altezza dei ricordi d’infanzia e della sua immaginazione e che la porta a cambiare il proprio sguardo, a prendere coscienza matura di sé e dell’altro.

Da un romanzo dai toni più leggeri di quelli di Stupore e tremori, altro testo autobiografico della Nothomb trasposto al cinema da Alain Corneau, Il fascino indiscreto dell’amore si rivela un film costruito con gusto e delicatezza. Liberski dà vita a personaggi e luoghi caratterizzati con scrupolosa attenzione, inserendoli in una Tokyo insolita e affascinante, con un accento leggero ed un’ironia fine e ricercata, spingendosi più volte al limite del grottesco. Tuttavia, nel momento in cui emergono le prime difficoltà nella relazione di coppia, il regista belga sembra non riuscire a entrare in confidenza con i protagonisti per poter sviluppare e motivare alcuni loro atteggiamenti. Così il finale, al momento della separazione dei ragazzi tanto brusca quanto il terremoto che sembra esserne la causa, ci lascia con un senso di sospensione, proprio come quando la terra trema sotto i nostri piedi, trasmettendoci precarietà e insicurezza.