La giovane filosofa e il sindaco. Se la politica (in crisi) fa bello il cinema (francese)

In sala dal 6 febbraio (per Bim e Movies Inspired), “Alice e il sindaco” scritto e diretto da Nicolas Pariser. Un sindaco in crisi, vecchia volpe socialista, chiama in aiuto, per portare nuove idee, una giovane filosofa. Un film ambizioso e leggero che guarda a Rohmer (di cui è stato allievo il regista) e un po’ a La Fontaine e Musil. Ottimi gli interpreti: Fabrice Luchini e Anaïs Demoustier. Da vedere …

Esce in questi giorni di pericolo scampato, politici graziati e politici bocciati dalle urne in Emilia Romagna e Calabria una commedia francese, Alice e il sindaco, del 45enne Nicolas Pariser, che porta sullo schermo la storia dell’amicizia e collaborazione tra una giovane filosofa e un politico in crisi.

È un film ambizioso e leggero che nel paese d’origine ha sollevato molta curiosità: tra i 600 mila spettatori anche il presidente Emmanuel Macron che l’ha visto in una saletta privata all’Eliseo e ha scambiato due parole col regista. Pare che non si sia affatto identificato nel sindaco: la sua gavetta è stata tra i corridoi dei palazzi dell’alta finanza, non nelle piazze e tra i comizi di quartiere.

La storia è questa: il sindaco di Lione Paul Theraneau, una vecchia volpe socialista, è in crisi profonda ma ha la lucidità di ammettere di avere esaurito le idee e chiama in aiuto in Comune la giovane filosofa Alice, che ha appena concluso un periodo d’insegnamento all’estero.

“Il tuo compito”, le dice al momento dell’ingaggio, “è quello di sviluppare delle idee, fare un passo indietro dall’azione municipale quotidiana, fare delle previsioni”. Alla machista Italia il sodalizio pare molto curioso, ma in Spagna, ad esempio, ha prodotto ottimi risultati l’abitudine di Zapatero di chiedere sostegno al pensiero filosofico femminile.

L’esito di questa alleanza, anche sullo schermo, va oltre le aspettative: il sindaco attraverso i brevi dialoghi con la giovane filosofa ritrova grinta e entusiasmo, Alice tra i meandri dell’amministrazione pubblica fa una carriera rapidissima.

Scritto e diretto da Nicolas Pariser, alla sua seconda prova (il primo era un thriller politico, Le grand jeu), il film è un esplicito omaggio a Eric Rohmer, di cui Parisier è stato allievo.

Il protagonista maschile Fabrice Luchini, che qui fa il sindaco, nel film di Romher, L’albero, il sindaco e la mediateca era il giovane maestro socialista che batte un sindaco a caccia di rielezione. Racconta il regista di aver voluto mettere in scena un po’ la fiaba di La Fontaine, Il lupo e il cane. E che per la costruzione del film ha voluto lavorare su due filoni, i dialoghi filosofici (che inizialmente avrebbero dovuto occupare più spazio) e una vena più comica e popolare.

Tra gli spunti che hanno ispirato Pariser c’è anche l’Uomo senza qualità di Musil, per l’invenzione di Lione 2500, iniziativa inutile e farraginosa che offre più di uno spunto comico e ammette anche un debito con la serie tv di Aaron Sorkin, The west wing. Con Anaïs Demoustier nella parte della filosofa Alice, il film è stato presentato alla Quinzaine de réalizateurs la scorsa primavera a Cannes e in Italia esce il 6 febbraio, distribuito dalla Bim.