La lista nera del patron di Canal +. “Conferma i timori che avevamo” reagisce Sepideh Farsi del collettivo anti Bolloré

“Trovo che ciò confermi le paure che avevamo”: con queste parole la regista iraniana Sepideh Farsi commenta la minaccia di Maxime Saada, presidente di Canal+, di non voler più lavorare con i 600 professionisti del cinema che il 12 maggio hanno firmato un manifesto contro l’influenza di Vincent Bolloré, azionista principale del gruppo. Tra i firmatari anche Juliette Binoche, Swann Arlaud e Adèle Haenel.

La regista denuncia una mossa intimidatoria: “È per fare paura, per dare l’esempio, affinché altri non firmino.” E aggiunge: “Avrei preferito ricevere un invito da Canal + per parlare delle nostre preoccupazioni. Invece questa chiusura totale conferma esattamente ciò che temevamo.” Secondo Farsi, Canal+ rischia anche di impoverirsi: “Stanno perdendo persone straordinarie, un po’ come la casa editrice Grasset col licenziamento di Olivier Nora.”

Saada aveva giustificato la rottura dichiarando di aver vissuto il manifesto come “un’ingiustizia nei confronti dei team di Canal”.

A metà Festival di Cannes, la vicenda agita la Croisette. Il logo di Canal+ — presente con un record di 49 film in selezione — viene ormai fischiato dal pubblico in sala. Canal+ per ora tace: “Non faremo alcun commento.”

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