La New Hollywood perde un altro ribelle. La scomparsa di Bob Rafelson


È morto il 23 luglio nella sua casa in Colorado, Bob Rafelson regista, sceneggiatore e  produttore cinematografico statunitense. Cineasta anticonformista della New Hollywood, ha legato la sua fama a Cinque pezzi facili, Il re dei giardini di Marvin e Il postino suona sempre due volte, remake dell’hollywoodiano del 1946, diretto da Tay Garnett, entrambi ispirati all’omonimo romanzo di James M. Cain.

Nato a New York il 21 febbraio 1933, Bob aveva 89 anni. È stato una figura di spicco tra i “ribelli” che hanno portato a Hollywood lo spirito psichedelico anni ’60. Ha spesso collaborato con un altro grande ribelle come Jack Nicholson, stabilendo con lui un fruttuoso sodalizio artistico, valso all’attore una candidatura all’Oscar per Cinque pezzi facili (1970) nei panni del pianista vagabondo che torna dalla famiglia per salutare il padre in fin di vita. Il film ottenne in altre tre candidature: miglior film, miglior attrice non protagonista a Karen Black e miglior sceneggiatura originale.

L’amicizia e la collaborazione tra Jack e Bob ha lasciato titoli indelebili: Sogni perduti sulla band dei The Monkees (1970); Il re dei giardini di Marvin, storia di un pubblicitario nevrotico (sempre Nicholson) che tenta di coinvolgere il fratello sognatore (Bruce Dern) in un affare dall’epilogo sanguinoso. Il postino suona sempre due volte, adattato da David Mamet, un cupo dramma psicologico  ambientato nell’America della Grande depressione. E ancora La  gatta e la volpe (1992) e Blood and wine (1996) in cui Jack Nicholson è un commerciante di vini pronto ad avventurarsi in un furto in compagnia del vecchio socio interpretato da Michael Caine.

Prima del cinema Rafelson è stato scaricatore di porto, batterista jazz, deejay in una radio delle forze armate. Trasferitosi a Hollywood a metà degli anni Sessanta, raggiunse il successo con la serie televisiva The Monkees (1966), da lui scritta, diretta e prodotta insieme a Bert Schneider, che poi diventò il film Head  (1968, titolo italiano Sogni perduti), scritto proprio con Jack Nicholson.

Fondò con Bert Schneider e Steve Blauner la Bbs Production, che avrebbe prodotto sia il celebre Easy rider (1969) di Dennis Hopper con Nicholson che il grande successo di Peter Bogdanovich L’ultimo spettacolo (1971).

Tra gli altri titoli Un autentico campione (1976) con l’esordiente Arnold Schwarzenegger e Jeff Bridges calati in un mondo di rampantismo e body-building. Il noir La  vedova nera (1987) in cui il regista raddoppia la figura della dark lady nella sfida tra le protagoniste, Theresa Russel e Debra Winger. Del 1990 è Le montagne della Luna, sugli scopritori delle sorgenti del Nilo.

Negli ultimi anni Rafelson ha diretto la storia criminale No good  deed – Inganni svelati (2002), da un racconto di Dashiell Hammett, con Samuel L. Jackson e Milla Jovovich, oltre a dilettarsi nel produrre e dirigere brevi racconti erotici come Wet, della serie  Tales of erotica (1996), ed Erotic tales – Porn.com (2002).