La pandemia cambia anche gli Oscar, ammessi i film non usciti in sala

Le sale sono chiuse e dire quando riapriranno è, al momento, quasi impossibile. La difficile situazione attuale costringe a cambiare le carte in tavola per tutto il mondo cinematografico, dai festival a registi e produttori.

Neppure gli Oscar, che pure sono scampati alla pandemia per un soffio (la cerimonia di quest’anno si è tenuta il 9 febbraio) hanno dovuto rivedere il proprio regolamento. Nello specifico, per il 2021 non sarà valida la regola che obbliga i film a passare per la sala se vogliono candidarsi alla statuetta più ambita. Una clausola che l’Academy ha mantenuto a tutela del cinema sul grande schermo ma che in questo anno così particolare perde di significato.

Nello stesso comunicato è stata però messa nero su bianco un’ulteriore novità: l’accorpamento dei premi al miglior missaggio e al miglior montaggio sonoro, che confluiranno in un più generale premio al miglior suono. La decisione ha già scatenato delle polemiche, in molti accusano l’Accademy di scarsa attenzione verso una categoria fondamentale nel mondo del cinema anche se di rado sotto i riflettori. Accuse che si riannodano con la polemica dello scorso anno, quando venne proposto di non mostrare in diretta la premiazione di alcune categorie per abbreviare la durata della diretta televisiva.

Si tratta insomma di novità importanti, che mostrano una volta di più quanto il mondo del cinema stia pagando in questa emergenza sanitaria.