Omaggio cineletterario alla Mostra con Moravia-Soldati. E una “provinciale” di nome Gina

La Mostra numero 80 affida la sua preapertura, il 29 agosto, ad un doppio omaggio a Gina Lollobrigida, recentemente scomparsa. Un “Portrait of Gina” di Orson Welles e, soprattutto, la versione restaurata del letterario “La provinciale”. Mario Soldati adatta l’omonimo racconto breve di Alberto Moravia che firma il soggetto del film, sceneggiato da Giorgio Bassani. Un gioiello di settant’anni fa in cui risplende una giovanissima e inedita Lollo …

Brilla nella preapertura del festival in laguna di questo 2023, come una affettuosa dedica, la stella luminosissima di Gina Lollobrigida, cui verrà reso omaggio sia con Portrait of Gina di Orson Welles che – soprattutto, così pensiamo noi – , con La provinciale di Mario Soldati, un gioiello restaurato a 70 anni dalla realizzazione.

Letteratura e cinema. Alberto Moravia e Mario Soldati. La capacità di rapire ed appassionare, come una storia d’amore; come la storia degli amori della Gina nazionale, con un film fuori dalla comune offerta delle sale, un racconto a ritroso…

Ancora oggi appaiono rivelatrici le parole del regista e scrittore torinese sull’opera del 1953, esempio, anche innovativo, di letteratura trasposta nel cinema, forse collocata a suo tempo in secondo piano con giudizi troppo frettolosi: “Considero La Provinciale l’unico vero film che ho fatto. È un soggetto di Moravia, ma io l’ho rielaborato completamente insieme a Bassani. L’ambiente è, come nel racconto, un’anonima cittadina di provincia, ma non più in anni di fascismo. Il film prende l’avvio dall’episodio risolutivo – la coltellata che una donna dà all’amica che l’ha sfruttata e che ora la ricatta – e si svolge tutto nella notte successiva, attraverso i ricordi che ricostruiscono la vita di questa donna, una provinciale. Ogni personaggio viene alla ribalta, si accusa e si giustifica: sono personaggi del nostro tempo, e questa è la ragione che mi ha indotto a trasformare il crepuscolare, gozzaniano professore qual era il marito di Moravia, nello studioso arido e indifferente, comune oggi”. (Mario Soldati).

Molto lusinghieri anche i giudizi dei colleghi di Soldati; Cocteau ad esempio: “Si rimane sorpresi dall’intelligenza che dirige il film La Provinciale. L’insieme del film è un po’ Maupassant e addirittura Marcel Proust. Ma l’abilità del narratore cinematografico, l’economia dei dialoghi e dei gesti salvano tutto. Ogni secondo ha forza senza ricorrere a “una trovata” (…) con una maestria davanti alla quale ci si inchina”. (Jean Cocteau , 1953).

Dal taglio innovativo, tratto dall’omonimo romanzo breve di Alberto Moravia, pubblicato nel 1937 e inserito nella raccolta L’imbroglio, La provinciale racconta di Gemma, figlia di una affittacamere, la quale aspetta solo un matrimonio che la possa liberare dai preconcetti dell’ambiente ristretto in cui è cresciuta.

Si infatua così di Paolo, l’erede di un conte che frequenta fin da bambina, poi di Franco un professore più maturo che abita come pensionante nella sua stessa casa; sua madre però le rivela che la relazione con il giovane è impossibile: Paolo è infatti frutto di una sua relazione con il conte, quindi è suo fratellastro.

Profondamente delusa, la ragazza accetta di sposare Franco, dal quale in realtà non è però particolarmente attratta; spera in un trasferimento a Roma, mentre Franco la trascura per i suoi studi. Gemma comincia allora a frequentare Elvira, una contessa rumena che la convince a concedersi a un suo conoscente.

Elvira vorrebbe farla prostituire e comincia a ricattarla… Quella provincia che Gemma vuole lasciare e per sempre, ispiratrice – crede – delle proprie miserie, in realtà le resta sempre attaccata come una seconda pelle, segregandola, impedendole di fuggire: come succede agli ospiti dell’ Angelo sterminatore (1962) di Bunuel….

Nel film Gina Lollobrigida è l’ambiziosa Gemma, il perno di tutto il racconto, Gabriele Ferzetti è Franco il professore, Franco Interlenghi è Paolo il figlio del conte e Nanda Primavera è la madre di Gemma.
Il soggetto è dello stesso Moravia, mentre la sceneggiatura è di Giorgio Bassani, Sandro De Feo, Jean Ferry e dello stesso Mario Soldati.

Gina Lollobrigida, dal liceo artistico, dopo qualche “comparsata” al cinema, arrivò direttamente alla passarella di Miss Italia. Girò poi una mezza dozzina di film prima di vedere affermato il suo valore: furono in questo importanti Fanfan la Tulipe (1952) di Christian-Jaque. È poi la volta di Altri tempi di Blasetti, La provinciale: un capolavoro, La romana (1954) di Zampa, prima della consacrazione (italiana e mondiale” con la serie di film di Pane, amore e fantasia… di Luigi Comencini, nel ruolo della celeberrimo della “bersagliera” che fa perdere la testa al maresciallo De Sica.