Parvana bimba contro i talebani. Il cartoon (commovente) che è stato candidato all’Oscar

In sala dal 25 novembre (con Wanted Cinema) “I racconti di Parvana” (titolo originale “The Breadwinner“) il cartoon di Nora Twomey, ispirato al bestseller della giornalista canadese Deborah Ellis e prodotto da Angelina Jolie, che ha ottenuto una candidaturo all’Oscar nel 2018. Ambientato a Kabul racconta la storia, commovente, di Parvana, una ragazzina che per salvare dalla fame la famiglia indossa gli abiti di un fratellino morto e esce in cerca di duri lavori di ogni tipo per quelle strade stuprate dalla guerra negate a donne e bambine. Passato ad Alice nella città 2017…

“Il tesoro del nostro paese è la gente” dice il babbo maestro a Parvana, la sua bambina di 11 anni.
Non tutta, evidentemente, visto che è seduto a terra con la sua figliola, per strada, costretto a vendere, per sfamare la famiglia, le poche cose di casa, tra cui una rossa scintillante camiciola della bimba.

La mercanzia è appoggiata su un telo dove è esposto anche un cartello con su scritto: “SCRIVO TUTTO LEGGO TUTTO”, proposta espressa anche a voce, visto che chi si serve a pagamento di questo servizio, è analfabeta.
Dunque il mestiere di sopravvivenza del maestro di un tempo è lo stesso che abbiamo visto usare anni fa in un bellissimo film, credo brasiliano, da una donna.

In questo caso siamo a Kabul dove la gente neanche un po’ pregevole, direi più che spregevole, non manca: i maledetti talebani che, uniti al cocktail niente male di potenti ai confini, che da secoli si fanno la guerra, e con l’aiuto di complici interessi mondiali, hanno distrutto quel paese, l’Afghanistan, e la sua gente. E volgarmente, violentemente umiliato soprattutto le donne, segregate in casa e trasformate dal burqa in improbabili adepte del Ku Kuk Klan, quando escono di casa.
Mai sole, ovviamente, ma condannate ad una scorta maschile, del padre o dei fratelli, carcerieri obbligati, assoldati per difenderle, con l’aiuto di quel lugubre lenzuolo che le avvolge interamente, dagli sguardi vogliosi dei loro simili. E dunque da se stessi.

Ma Parvana compunta accompagnatrice di un papà che si muove a fatica con un bastone e una sola gamba, non ci sta.
Lei è la piccola, ma battagliera protagonista di questa storia commuovente scritta da Deborah Ellis, una prolifica scrittrice canadese che da sempre alterna alla scrittura un intensa attività di assistente sociale soprattutto di bimbi in zone devastate dalla guerra e che a questo tema ha dedicato molti libri.

Tema che non poteva non commuovere Angelina Jolie che con The Breadwinner ha debuttato nella produzione di un cartone animato tratto appunto da Sotto il burqa, (edito in Italia da Rizzoli), primo romanzo della trilogia che ha per protagonista questa creatura intraprendente che per salvare dalla fame la famiglia – quando suo padre viene scaraventato in gattabuia, senza nessuna ragione se non quella di prevaricazione da parte di un suo ex allievo ora feroce talebano – si taglia i lunghi e splendidi capelli, indossa gli abiti di un fratellino morto e esce in cerca di duri lavori di ogni tipo per quelle strade stuprate dalla guerra negate a donne e bambine.

Nel cartone animato – diretto da Nora Twomey e sceneggiato da Anita Doron, a Roma al Festival del Cinema per Alice nella Città per raccontare questa impresa – Parvana ha il nasino appuntito, occhioni verdi e intense espressioni.

Da parte sua il panorama della scenografia non ha niente da “invidiare” alla visione desolante a cui i reportage da quelle terre ci hanno abituato.

Ma alla cornice color sabbia e cenere di luoghi dove non è rimasto quasi niente oltre a mura devastate fanno ogni tanto da contrappunto e contrasto in primo piano come minuscoli sipari, piccoli fiori arancioni che, si sa, crescono con la pioggia, non col solo tuono.

E soprattutto i colori scintillanti che nel film decorano la storia del cattivissimo Re Elefante e del bambino coraggioso che lo vince raccontando la sua storia, che ogni sera Parvana si inventa per far passare al fratellino più piccolo, alla sua mamma scrittrice stremata dal dolore e alla sorella più grande, quel grande spavento che è anche il suo.

Perché a volte raccontare o scrivere storie serve anche a questo: allontanare un po’ da se lo spavento di vivere.
Il film molto piaciuto di recente al festival di Toronto dove mamma Jolie lo ha accompagnato con quasi tutti i suoi sei figli è piaciuto anche a Roma. Forse meno a quel curioso passerotto che, finito nel cinema, ha svolazzato inquieto in sala fino alla fine della proiezione.

The Breadwinner  ha ottenuto una nomination agli Oscar 2018 come miglior film d’animazione.