Primo ciak a Roma per la serie “Il gattopardo”. Kim Rossi Stuart è il principe di Salina


 

Al via a Roma le riprese de Il gattopardo, la serie ispirata al capolavoro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, già portato al cinema dall’indimenticabile adattamento di Luchino Visconti.

Rimasto soltanto un progetto per parecchi anni ora ha finalmente preso il via per la regia di Tom Shankland che dirigerà sei episodi prodotti da Fabrizio Donvito, Daniel Campos Pavoncelli, Marco Cohen e Benedetto Habib per Indiana Production e da Will Gould, Frith Tiplady e Matthew Read per Moonage Pictures, e che arriveranno solo su Netflix.

Basato su uno dei più grandi romanzi italiani di tutti i tempi, Il gattopardo è un racconto epico, sorprendente e sensuale, ambientato in Sicilia durante i moti del 1860. Al cuore della serie troviamo Don Fabrizio Corbera, l’indimenticabile Principe di Salina, che conduce una vita intrisa di bellezza e privilegio.

Ma l’aristocrazia siciliana si sente minacciata dall’unificazione italiana, e Fabrizio si rende conto che il futuro della sua casata e della sua famiglia è in pericolo. Per non soccombere, Fabrizio sarà costretto a stringere nuove alleanze, anche se questo significherà andare contro ai suoi principi, fino a trovarsi di fronte ad una scelta che pare impossibile. Don Fabrizio avrà il potere di organizzare un matrimonio che potrebbe salvere il futuro della sua famiglia, quello tra la ricca e bellissima Angelica e suo nipote Tancredi ma, facendolo, spezzerebbe il cuore della sua adorata figlia Concetta.

La serie esplora con lo sguardo di oggi temi che si tramandano da secoli e sono universali: il potere, l’amore e il costo del progresso. Le riprese dureranno oltre quattro mesi, e si svolgeranno tra Palermo, Siracusa, Catania e Roma.

Tom Shankland, che dirigerà gli episodi 1-2-3-6, sarà affiancato sul set dai registi Giuseppe Capotondi (episodio 4) e Laura Luchetti (episodio 5).

Nei panni di Don Fabrizio che furono di Burt Lancaster nel capolavoro di Visconti, sarà Kim Rossi Stuart. Mentre in quelli di Angelica, indossati allora da Claudia Cardinale troviamo Deva Cassel e Saul Nanni in quelli di Tancredi che furono di Alain Delon. Certo sarà difficile per il pubblico più agé non far scattare i paragoni.