Scampia: libri, cinema e altre rivoluzioni

scampiajpeg
le vele di Scampia, Napoli

 

Il Collettivo Mina, nato a Scampia sul set di “Gomorra“, si appresta ad invadere l’Italia coi suoi laboratori di cinema libero e resistente. Con le armi della cultura contro l’illegalità…

In principio è stato il bestseller di Roberto Saviano, Gomorra. Poi il film di Matteo Garrone con la vittoria a Cannes e, ancora, la serie tv di Sky, venduta in tutto il mondo. Il set, però, è sempre lo stesso: Scampia, coi suoi dinosauri di cemento, dove il “Sistema” gestisce la più grande piazza di spaccio d’Europa, regolando le vite di tutti a colpi di violenza e terrore. Dove i boss si affrontano in eterne faide per il controllo del territorio. Questo è il film che tutti conosciamo, il libro che tutti abbiamo letto.  Eppure non è l’unico. Tra quei palazzoni in rovina, vetri rotti e labirinti di ballatoi, esiste un’altra Scampia, un altro film: quello delle tante Associazioni che ormai da anni operano tra gli abitanti delle Vele, per restituire dignità e futuro agli «invisibili». Un Fiume in piena di realtà culturali in prima linea,libro_n come racconta Gianluca Arcopinto – produttore e regista di tanto cinema indipendente – in questo suo diario di bordo, pubblicato per Derive e Approdi (pp.115, 12 euro), nato dall’esperienza di organizzatore generale della serie tv, che l’ha portato – una volta rimosso dall’incarico – alla creazione di un laboratorio di cinema insieme al Collettivo Mina. Ora quella realtà è cresciuta, è diventata permanente, ha trovato la sua sede ufficiale nell’Officina delle culture Gelsomina Verde e si appresta ad “invadere” l’Italia intera. Come “un fiume in piena” i laboratori dei ragazzi delle Vele si moltiplicheranno da Nord a Sud, grazie anche al sostegno di importanti case di produzione (BibiFilm, Cinema Undici, Fandango, Indigo Film, Lotus Production, Lucky Red, R&C ) che Gianluca Arcopinto ha coinvolto nel progetto. “Un progetto di cinema libero, un modello culturale positivo da contrapporre al modello criminale per cui il quartiere è diventato famoso nel mondo”. Già al lavoro è il laboratorio napoletano impegnato nella scrittura di un film su Gelsomina Verde, una ragazza di Scampia, vittima innocente delle faide camorriste. A Roma, insieme ai ragazzi del cinema America occupato, si sta lavorando ad un documentario narrativo su una scuola di calcio. Un terzo laboratorio partirà sempre a Napoli, mentre per il quarto sono in corso trattative nella provincia di Potenza, a Sassari, a Firenze e in Salento. “L’impegno di farne quattro in due anni è solo un punto di partenza – spiega Gialuca Arcopinto -. Il sogno e la prospettiva è che i Laboratori si diffondano in tutta Italia”. Come un fiume in piena contro l’illegalità e con le armi della cultura.