“Soul”, dà l’anima (jazz) alla Festa del Cinema di Roma

Apertura a ritmo di jazz per la quindicesima edizione dellaFesta del Cinema di Roma. È “Soul” targato Disney e Pixar con la firma da Oscar di Pete Docter. Tra jazz, New York, morte e al di là High Tech, la scommessa è vinta. Ma il grande peccato è che il film non arriverà nelle sale per approdare direttamente sulla sua piattaforma online, Disney+…

È una storia di musica, vita, anime e corpi ad aprire le danze della 15ª Festa del Cinema di Roma. Soul, ultima creazione degli studi di Disney e Pixar con la firma da Oscar di Pete Docter che riporta l’azione negli Stati Uniti, dopo la sortita in Messico con l’acclamatissimo Coco (prossima tappa, la riviera italiana, secondo quanto annunciato alcuni mesi fa). Anzi, sembra attingere all’anima degli Usa: New York e il jazz, un binomio che più a stelle e strisce non si può.

Ma Soul va molto più in là e si colloca nel filone sempre più prolifico di film animati che sembrano parlare più agli adulti che ai bambini. A cominciare dal suo protagonista, Joe Gardner, un afroamericano di mezz’età con la passione per la musica, bloccato in una scuola media a cercare di accendere quella stessa passione nei ragazzi, costretto a dover riconoscere che il suo sogno di diventare musicista a tempo pieno sembra essere ormai sfumato. Soprattutto però, Soul affronta quello che è forse l’argomento tabù in un film per bambini: la morte.

Joe infatti finisce dritto in un tombino dopo il primo quarto d’ora di film – ci si perdoni lo spoiler, ma è impossibile parlarne senza citare l’episodio svelato, del resto, persino nel trailer – e non in un giorno qualsiasi, ma subito dopo aver ottenuto per la prima volta un ingaggio per una serata. Soul diventa allora una curiosa rappresentazione dell’al di là, una sottospecie di paradiso high-tech con tanto di brand, i cui custodi ricordano molto le presentazioni che Apple da anni mette in scena per i suoi prodotti.

Al nostro protagonista gli rimane allora solo la fuga, che lo porta nel campo di addestramento per i prossimi nati, dove le personalità delle anime a venire vengono plasmate in maniera totalmente arbitraria. Gli spiritelli non sono poi così lontani, come apparenza, alle emozioni di un altro grande successo Pixar dello stesso regista, Inside Out, così come lo spazio che li ospita (tutto a tinte blu e verdi).

Qui gli viene assegnata “22”, uno spiritello che si rifiuta di trovare la propria scintilla, la qualità che permette di essere un’anima completa e quindi essere lanciata sulla Terra, e che ha già fatto impazzire tutti i grandi personaggi che avevano provato ad educarla, da Madre Teresa ad Abraham Lincoln.

Al di là della trama, il film riesce a far vibrare delle corde profonde, a toccare i temi fondamentali dell’avventura umana senza scadere nella retorica. L’insoddisfazione, il dolore, la paura, ma anche l’innamoramento, l’amore familiare, la gioia di vivere. Senza calcare la mano, mostra anche elementi decisamente rivolti al pubblico adulto: la mai risolta questione razziale – il jazz è la musica dei left out, lo è sempre stata, e lo è anche in Soul, dove a suonarla sono solo afroamericani o al più sinoamericani – il cui protagonista è simbolo tangibile (doppiato da uno degli attori afroamericani più celebri: Jamie Foxx). In questo, pienamente in linea con l’immagine scelta dalla Festa per questa edizione: Sidney Poitier che sorride, sax in mano, a Paul Newman in Paris Blues di Martin Ritt.

Non solo, cita film recentissimi, da Whiplash di Damien Chazelle a Moonlight di Barrry Jenkins. Si spinge fino ad imaginare una nave psichedelica, su cui si ascolta Bob Dylan e si fanno rinsavire le anime che hanno perso la bussola, con dei pirati che hanno tutta l’aria di essere umani strafatti e perciò in grado di mettere in comunicazione la Terra con l’al di là. Forse, in questo, il film rappresenta una scommessa per la Pixar, vinta a pieno titolo, assieme al premio alla carriera che le è stato assegnato dalla Festa. 

Il vero grande peccato di Soul è che non sbarcherà nelle sale. Disney ha deciso per la distribuzione completa sulla sua piattaforma online, Disney+, su cui verrà caricato il giorno di Natale e sarà visibile gratuitamente per tutti gli abbonati. Un ridimensionamento non da poco, visto che il film era previsto per Cannes e sfoggia il famoso Cannes Label. Un grosso peccato insomma, ma come stiamo imparando il virus non fa sconti a nessuno.