Che stanchezza lo psicothriller di Polanski
In sala dal primo marzo (per 01) “Quello che non so di lei”, l’ultimo Roman Polanski ispirato al romanzo di Delphine De Vigan, “Da una storia vera” passato a Cannes fuori concorso. Un doppio femminile che nella dinamica ricorda Eva contro Eva, con Emmanuelle Seigner nei panni della scrittrice in crisi. Ma la stanchezza di questo psicothriller fa rimpiangere la cattiveria vitale dei più recenti (e teatrali ) “Carnage” e “Venere in pelliccia”…

L’ultima mano, a Cannes, dà partita vinta alle donne. Ma solo nella finzione. Roman Polanski ha chiuso le danze fuori concorso pescando da un non eccelso romanzo francese (D’après une histoire vraie di Delphine De Vigan, in italiano Da una storia vera, Mondadori) un doppio femminile che nella dinamica ricorda Eva contro Eva. La differenza è che l’ammiratrice ossessiva che invade la vita di una scrittrice best-seller (l’immancabile signora Polanski, Emmanuelle Seigner) potrebbe essere una proiezione immaginaria dell’autrice, in crisi di ispirazione.

Fonte Huffington Post
Teresa Marchesi
Giornalista, critica cinematografica e regista. Ha seguito per 27 anni come Inviato Speciale i grandi eventi di cinema e musica per il Tg3 Rai. Come regista ha diretto due documentari, "Effedià- Sulla mia cattiva strada", su Fabrizio De André, premiato con un Nastro d'Argento speciale e "Pivano Blues", su Fernanda Pivano, presentato in selezione ufficiale alla Mostra di Venezia e premiato come miglior film dalla Giuria del Biografilm Festival.
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