Stop complicità con Israele. Lettera aperta alla Festa di Roma e presidio-volantinaggio all’apertura

“Non c’è niente da festeggiare”, scrivono le associazioni e i collettivi che sostengono la lotta del popolo palestinese nella lettera aperta rivolta alla Festa di Roma in corso dal 15 al 26 ottobre.
Consapevoli del fatto che l’inizio di un processo di pace non garantisca il rispetto del diritto internazionale di per sé, varie sigle dello spettacolo e della società civile (da Venice4Palestine all’Anpi Roma) hanno deciso di unire le loro voci affinché le istituzioni prendano posizione e i luoghi della cultura ospitino il dissenso al genocidio in corso cosí come lo sono le piazze di tante città d’Italia in questi giorni.
“Vigiliamo affinché questa pace non sia solamente un colpo di spugna per cancellare i crimini contro l’umanità commessi da Israele, ma che riporti il mondo al rispetto del diritto internazionale e soprattutto a giustizia, restituzione, libertà e autodeterminazione per il popolo palestinese”, prosegue la lettera.
Secondo la rete è più che mai importante non abbassare la guardia e continuare a fare pressione sulle istituzioni affinché prendano posizioni nette e compiano gesti concreti. “Il gesto più concreto e urgente oggi è porre fine alla complicità con le istituzioni israeliane”.
Le associazioni si rivolgono non solo alla Festa del Cinema di Roma ma a tutta la filiera del cinema italiano, chiedendo di sostenere il boicottaggio di film, autori, registi, produttori e rappresentanze coinvolti con le istituzioni israeliane che non denuncino l’apartheid e le politiche criminali del governo israeliano. E di continuare a farlo “fino a quando Israele non comincerà a rispettare il diritto internazionale”.
Con questo obiettivo si svolgerà il 15 ottobre (ore 18), giorno dell’apertura della Festa di Roma, il presidio volantinaggio all’ Auditorium Parco della Musica (via Pietro de Coubertin) nell’area del parcheggio.
“Perché le istituzioni culturali italiane hanno il dovere di interrompere qualunque tipo di collaborazione con ogni forma di rappresentanza di un governo genocida e responsabile di crimini contro l’umanità. Nessuna complicità può essere tollerata”.
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