Tutte le biblioteche del cinema americano. Una storia dalla parte del pubblico

In occasione della “Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore”, il 23 aprile, ecco un affascinante viaggio attraverso i film americani che hanno raccontato le biblioteche pubbliche d’America. Luoghi di socialità e conoscenza, inclusione e ricerca. Metafora privilegiata della democrazia americana, dei suoi pregi e dei suoi rischi. Dalla Bette Davis bibliotecaria che difende ogni singolo libro (“Al centro dell’uragano” del ’56) al magnifico ritratto della New York Public Library ad opera di Frederick Wiseman in Ex Libris (in sala 23, 24 e 25 aprile) …

La segretaria quasi privata di Walter Lang (1957)

                                                      “L’America che amo esiste ancora nei front desk delle nostre biblioteche pubbliche”
                                                                                                                                    Kurt Vonnegut – Un uomo senza patria, 2005

 

Piccola e grande. Per piccole “towns” e per grandi “cities”. Pubblica e gratuita. Ci vanno gli studenti e gli studiosi. I lettori ed i letterati. Luogo di socialità e luogo di conoscenza. Luogo di ricerca e documentazione. Luogo della comunità e luogo della nazione. Metafora privilegiata della democrazia americana, dei suoi pregi e dei suoi rischi.

Ma, oltre a tutto ciò, la biblioteca “americana” è ovviamente, per fascino, anche il perno di tanti racconti di cinema: dal coraggioso Ex Libris, recente e magnifico ritratto della New York Public Library ad opera di Frederick Wiseman (in sala il 23,24 e 25 aprile), fino a quel vecchio film, emblematico e dimenticato, Al centro dell’uragano con Bette Davis, regia di Daniel Taradash, ambientato in un paesino davvero remoto della grande Nazione.

Al centro dell’uragano con Bette Davis, regia di Daniel Taradash (1956)

Vediamo allora qualche scorcio di questo lungo, appassionato, illuminante racconto.
Si potrebbe cominciare con una bibliotecaria cortese, ma risoluta, quanto altre: “Se qualcosa non è nei nostri archivi vuol dire che non esiste”. Nella sua biblioteca che è un mix di cose classiche ed hi tech, la guardiana dell’archivio futuristico Jocasta Nu appare come la più tradizionale delle bibliotecarie, soprattutto nella certezza che ripone sui suoi metodi di ricerca. Obi-Wan, che cerca notizie su un pianeta non censito, rimane interdetto: nel tempio Jedi, sul pianeta Coruscant, l’archivio Jedi, che raccoglie in formato digitale tutto il sapere della galassia non ha saputo dare una riposta al suo quesito.

Siamo in Star Wars Episodio II: l’attacco dei Cloni (2002, George Lucas) e, a bordo di astronave, ritorniamo proprio a New York, anno 1984 (Ghostbusters, Ivan Reitman): Peter Venkman, Raymond Stantz ed Egon Spengler, i tre celebri e sfigati ricercatori universitari in parapsicologia, vengono contattati dalla Biblioteca Pubblica di New York. Proprio lì, sulla 5ª strada, si trovano per la prima volta davanti ad un vero ectoplasma, quello della defunta bibliotecaria.

Ghostbusters di Ivan Reitman (1984)

Ancora la New York Public Library. In Colazione da Tiffany (1961, Blake Edwards, da un racconto di Truman Capote) l’aspirante scrittore e spasimante Paul (George Peppard) prima fa scoprire a Holly (Audrey Hepburn) la monumentale Biblioteca Pubblica, poi vi inscena una celebre dichiarazione d’amore.

Non è da meno Sex and the City: The Movie (2008, Michael Patrick King), nel quale Carrie Bradshaw (Sarah Jessica Parker) e il suo fidanzato Mr. Big (Chris Noth) programmano le loro nozze imminenti in biblioteca perché, come dice Carrie, è :”il classico punto di riferimento di New York che ha ospitato tutte le grandi storie d’amore”.

In The Day After Tomorrow – L’alba del giorno dopo (2004, Roland Emmerich), la biblioteca di New York è tutta rifatta virtualmente; ricoperta di ghiaccio, vi si rifugiano i protagonisti in cerca di salvezza dalla catastrofe ambientale.
In Buttati Bernardo! di Francis Ford Coppola (1966); il padre del protagonista del film è il curatore della sezione incunaboli alla New York Public Library. Anche Bernardo lavora nella biblioteca come assistente di basso livello, ed è continuamente controllato dal padre.

In A proposito di Henry (1991, Mike Nichols), lo smemorato, a causa di un trauma, Harrison Ford ricomincia svogliatamente a leggere in biblioteca sotto la guida apprensiva della figlioletta, molto più seria di lui.
 In Mano pericolosa (1953, Samuel Fuller) il borseggiatore Richard Widmark sottrae la borsetta dell’avvenente Candy. All’insaputa di entrambi, la borsetta contiene il microfilm di un’informazione governativa top-secret, affibbiato alla ragazza dal suo ex, una spia dei russi. Per conoscerne il contenuto Widmark varca l’entrata della New York Public Library ed usa il lettore microfilm dei quotidiani.

Altri intrighi in altre biblioteche: in Quiet Please, Murder (1942, regia di John Larkin), basata sul romanzo Death Walks in Marble Halls di Lawrence G. Blochman, George Sanders è un ladro violento che per mettere le mani su un inestimabile manoscritto shakesperiano, una rara copia dell’Amleto, non esita ad uccidere la guardia della Biblioteca Pubblica di Los Angeles che lo custodisce. Il primo di una lunga serie di delitti, in una sciarada di racconto, che trovano posto sempre nella stessa biblioteca.

A proposito di Henry di Mike Nichols (1991). Biblioteca Pubblica di Los Angeles 

La segretaria quasi privata (1957, diretto da Walter Lang), tratto dal lavoro teatrale omonimo di William Marchant: in una grande emittente di New York Katharine Hepburn dirige la biblioteca interna di prima documentazione ed evade ogni ricerca e curiosità dei propri redattori. Il suo posto però sta per essere insidiato da una nuova macchina elettronica, più rapida di lei e delle sue colleghe, un computer ideato dall’ingegner Spencer Tracy.

Nessun uomo le appartiene (1932, regia di Wesley H. Ruggles) è il famoso film che fece incontrare Clark Gable e Carole Lombard, poi divenuta la coppia più ammirata di Hollywood. Gable è un baro che per puro caso un giorno incontra la Lombard, bibliotecaria in una piccola biblioteca locale, la sposa e cercherà di cambiare vita. Deliziosa la scena di un Gable fuoriposto che entra in biblioteca ed ha come unico scopo quello di corteggiare la Lombard.

Nessun uomo le appartiene di Wesley H. Ruggles (1932).

Ma non è solo la Lombard ad essere una bibliotecaria affascinante. In Proibito  (1932, regia di Frank Capra), una altrettanto ammaliante bibliotecaria (Lulu, Barbara Stanwyck) lavora, annoiata, in una fin troppo tranquilla sala di lettura pubblica di paesino. Scocciata, ritira tutti i risparmi e affronta una crociera durante la quale si innamora di un uomo irraggiungibile, un procuratore distrettuale sposato.

Altra biblioteca per Clark: Caino e Adele (1936, diretto da Lloyd Bacon). Con Clark Gable e Marion Davies. Un pugile ed una cantante vengono spinti, per ragioni pubblicitarie, dai loro promoter, l’uno nelle braccia dell’altra. Inizialmente i due non si sopportano proprio, poi… . In una scena, si incontrano in biblioteca per pianificare la loro fuga congiunta e spaventano così un paio di bibliotecari.

Avventura (1945, Victor Fleming). Il ritorno alle scene di Clark Gable, dopo la morte della Lombard, avvenuta nel 1942. Clark è ancora una volta più appassionato di bibliotecarie che di biblioteche, stavolta spasima per Greer Garson. Basato sul romanzo The Anointed di Clyde Brion Davis, il film racconta di un marinaio che si innamora di una bella bibliotecaria della San Francisco Library.

Ed eccoci Al centro dell’uragano (1956, di Daniel Taradash), assai probabilmente il primo fim anti-maccartismo prodotto ad Hollywood. In una piccola cittadina americana la biblioteca pubblica (vero centro della comunità) è gestita da Alicia Hull (Bette Davis). Quando, per amor di libertà, Alicia si rifiuta di ritirare dagli scaffali un libro che esalta i principi del comunismo, in clima di guerra fredda conclamata, viene licenziata e bollata come sovversiva. Isolata da tutti, bambini inclusi, Alicia avrà solo alla fine la sua rivincita: la “democrazia libraria” americana vincerà, e lei tornerà al suo lavoro.

L’ombra del dubbio, 1943, Hitchcock. Siamo nella Free Public Library di Santa Rosa, in California (Alfred Hitchcock si era già soffermato sulle biblioteche in Blackmail, 1929, nel quale la scena finale dell’inseguimento al colpevole – pionieristica ma già avvincente – si svolge nel British Museum, culminando nella famosa Round Reading Room della British Library): qui Young Charlie (Teresa Wright), una giovane donna assai trafelata, legge nella raccolta dei giornali dell’assassino delle vedove e considera che il suo zietto in visita (Joseph Cotten) potrebbe proprio non essere l’uomo quieto che vuol sembrare: un sospetto ben fondato…

Young Bride (1932, diretto da William Seiter). Una giovane e bella assistente bibliotecaria di una sala di lettura pubblica per bambini di New York, Helen Twelvetrees, di indole timida e ingenua, è costretta a diventare in fretta più forte e saggia dopo aver scoperto che il suo fresco marito è in realtà un bugiardo, un imbroglione e un fedifrago.

La commedia umana è un film del 1943 diretto da Clarence Brown, tratto dall’omonimo romanzo di William Saroyan. Qui i ragazzi Lionel (Darryl Hickman) e Ulisse (Jackie ‘Butch’ Jenkins), compagni del protagonista Homer Macauley (Mickey Rooney) entrano nella biblioteca pubblica della cittadina immaginaria di Ithaca giusto per dare un’occhiata. Sono curiosi. La bibliotecaria che li accoglie è interpretata da Adeline De Walt Reynolds. Lo stupore autentico si dipinge all’improvviso sulla faccia dei ragazzi davanti a quei libri che sono tutti a loro disposizione.

Il grande sonno di Howard Hawks (1946). La Hollywood Public Library 

C’è una simpatica scena in biblioteca anche ne Il grande sonno (1946, Howard Hawks, dal romanzo di Raymond Chandler): dal romanzo di Raymond Chandler): Bogart/Marlowe, come un autentico pesce fuor d’acqua, entra nella Hollywood Public Library (sic!) per consultare un libro sulle prime edizioni rare. Bibliotecaria: “Lei non ha l’aria di chi colleziona prime edizioni…”. Marlowe: “Colleziono anche bionde sotto vetro…”.

Nella celebre scena de Tutti gli uomini del presidente (regia di Alan Pakula, 1976, dal libro omonimo di Bob Woodward e Carl Bernstein) i due protagonisti (Robert Redford e Dustin Hoffman) sono nella sala rotonda della Library of Congress di Washington, intenti alle loro ricerche su quello che verrà chiamato lo “scandalo Watergate”: la macchina da presa si solleva fino a ottenere una visuale aerea sui due e sull’immensa sala, che dà idea della possanza della grande nazione. Biblioteca come metafora dell’accesso all’informazione per tutti, che fonda la vera democrazia. È la stessa imponente sala nella quale Judy Holliday s’incanta ad ammirare le meraviglie dei manoscritti fondativi degli stati americani (Nata ieri, 1950, George Cukor), e dove Ray Milland (La spia, 1952, regia di Russell Rouse, film davvero “unico” con solo sonoro e niente dialoghi), uno scienziato nucleare doppiogiochista, in tempi di guerra fredda, cerca tra gli scaffali dei libri un posto per nascondere un microfilm che deve passare di mano.

Anatomia di un omicidio (1959 diretto da Otto Preminger, tratto dall’omonimo romanzo di Robert Traver). Ecco la monumentale Ishpeming Carnegie Library, in Michigan. Il giudice Weaver (Joseph Welch) cammina attraverso il tribunale della contea di Marquette; apre una porta della biblioteca dove vede Biegler (Jimmy Stewart) e Parnell (Arthur O’Connell) dedicarsi ai libri di giurisprudenza in quella che sta per una biblioteca specializzata.

Philadelphia di Jonathan Demme (1993). La biblioteca dell’Università di Pennsylvania

Quarto potere (1941, Orson Welles). Nel tentativo di scoprire chi o cosa sia Rosebud, il giornalista Thompson visita la Thatcher Memorial Library, per consultare le inedite memorie del defunto banchiere Walter Parks Thatcher. In un atmosfera a tinte forti bianche e nere, tagli spietati di luce, un’arcigna libraria lo conduce in una imponente sala di lettura, gli dà il manoscritto e lo istruisce severamente sulle pagine che può consultare o non può consultare.

Capobanda (1962, diretto da Morton DaCosta) con soggetto tratto da The Music Man, un grande successo di Broadway: primi del Novecento, un venditore ambulante e truffatore, Harold Hill (Robert Preston), arriva a River City, Iowa. Il suo fine è che i cittadini di River City lo paghino per creare una banda musicale di ragazzi, completa di strumenti, uniformi e spartiti. In realtà, una volta che avrà raccolto i soldi, intende salire sul primo treno, lasciandoli senza denaro e senza banda. Hill intuisce che Marian (Shirley Jones), bibliotecaria e insegnante di piano della città, vuole screditarlo, e così decide di sedurla.

Scandalo a Filadelfia (1940, regia di George Cukor). I protagonisti sono Katharine Hepburn, Cary Grant e James Stewart. Ed è il film nel quale una quieta, feconda conversazione in biblioteca della Hepburn e di Stewart viene interrotta bruscamente da un perentorio “schh” di una bibliotecaria risoluta. La biblioteca è una piccola biblioteca locale e Stewart, giornalista con una missione investigativa da svolgere, vi cerca un libro proprio sulla storia locale.

La vita è meravigliosa (1946, diretto da Frank Capra). Quando George (James Stewart) gli dice che avrebbe preferito non essere nato, l’angelo di seconda classe Clarence gli mostra come sarebbe stato il mondo senza di lui. La vita di molte persone sarebbe stata terribilmente diversa: Harry sarebbe morto annegato, il signor Gower avrebbe passato la vita in galera, lo zio Billy sarebbe stato internato in ospedale. La tranquilla cittadina di Bedford Falls si sarebbe trasformata nella malfamata Pottersville, controllata da Potter. L’amata moglie Mary avrebbe lavorato nella biblioteca di Pottersville, sarebbe rimasta single e non sarebbero nati i loro quattro figli. Clarence: “Strano, vero? La vita di un uomo è legata a tante altre vite. E quando quest’uomo non esiste, lascia un vuoto”.

Ciao Pussycat (1965 scritto da Woody Allen e diretto da Clive Donner). Woody Allen, in un ruolo minore, è innamorato di Romy Schneider. Il corteggiamento avviene in una biblioteca di Parigi. Sono entrambi arrampicati su delle scale; quando lei trova il libro che cerca, The Collected Poems of Shakespeare, un bruto, con gli stessi gusti letterari, glielo sottrae costringendo Woody al combattimento e alla fuga. Romy infine tramortisce il bruto a colpi del pesante tomo e premia il coraggioso Woody con un bacio.

Gioco sleale (1978, Colin Higgins). Gloria Mundy (Goldie Hawn) è una giovane bibliotecaria della San Francisco Sarah & Cooper Public Library, fresca di divorzio. Concede un passaggio a Scott e poi accetta il suo invito ad un cinema dove il nuovo amico viene ucciso e fatto scomparire. Senza saperlo, Gloria ha ricevuto dallo sconosciuto, un agente, un pacchetto di sigarette contenente un rullino che documenta il progettato assassinio di Papa Onorio XII in visita negli U.S.A.

la biblioteca di Star Wars Episodio II: l’attacco dei Cloni

La scelta di Sophie è un film del 1982 diretto da Alan J. Pakula, tratto dall’omonimo romanzo di William Styron. Meryl Streep è Sophie, una immigrata polacca sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti. In una biblioteca si imbatte un bibliotecario piuttosto indisponente (uno dei pochi uomini bibliotecari che incontriamo in questo excursus). Nel chiedere informazioni Sophie confonde, con la sua ridotta padronanza dell’inglese, Emily Dickinson con Emil Dickens. Lui replica freddamente, considerando con gelo la pochezza della donna, in modo molto scostante.

Philadelphia (1993, diretto da Jonathan Demme). Andrew Beckett (Tom Hanks) e l’avvocato Joe Miller (Denzel Washington) sono entrambi in una biblioteca (la Furness Building Library dell’Università di Pennsylvania). Un bibliotecario dà ad Andrew un libro sull’AIDS, poi ne considera l’evidente malattia e gli chiede se vuole una stanza privata, per avere più comfort. Andrew lo capisce e rifiuta; l’altro insiste in modo ruvido, dimostrando la sua intolleranza ed anche quella della comunità in cui egli vive e che rappresenta. Joe Miller si avvicina ad Andrew, il film sta per avere una svolta.

La pistola nella borsetta (1992) regia Allan Moyle, con Penelope Ann Miller. Incontriamo un’ignorata, dimenticata bibliotecaria di una piccola città, Betty Lou, che confessa un omicidio che non ha commesso: vuole soltanto avere l’attenzione di qualcuno ed è disposta a tutto per avere i suoi brividi.

Qui dove batte il cuore è un film del 2000 diretto da Matt Williams, basato sul romanzo di Billie Letts. Novalee è una diciassettenne incinta di sette mesi. Il fidanzato alla prima occasione scappa via e l’abbandona in un centro commerciale, un Wal-Mart a Sequoyah, in Oklahoma. Novalee si adatta a vivere di nascosto nel Wal-Mart e trascorre le giornate girovagando per i dintorni. Fa amicizia con alcuni degli abitanti: il timido bibliotecario Forney, la gentile “sorella” Thelma e il fotografo Moses. Dopo sei settimane, Novalee entra in travaglio e nella notte partorisce nel Wal-Mart una bimba con l’aiuto di Forney.

Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo (2008, regia di Steven Spielberg). Indiana Jones e Mutt Williams sono seguiti dagli agenti del KGB nel Connecticut. Per seminare gli inseguitori, entrano in motocicletta, guidata da Mutt, nella Marshall College Library di Bedford. Gli studenti corrono da ogni parte. Jones sgrida Mutt che guida troppo veloce. Libri portati dagli assistenti di biblioteca volano via. La moto slitta e cade su un fianco. Moto, Mutt e Jones scivolarono sotto più file di scrivanie prima di fermarsi davanti alla sedia di uno studente.

Love Story film di grande successo del 1970 diretto da Arthur Hiller, tratto dal romanzo di altrettanto se non maggior successo di Erich Segal. Il giovane rampollo Oliver Barrett (Ryan O’Neal), ricco studente di Harvard nonché giocatore di hockey, incontra in una biblioteca l’italoamericana Jennifer Cavalleri (Ali MacGraw), assistente di biblioteca: una studentessa di musica dal carattere forte. È l’inizio di una delle storie d’amore più ricordate del cinema e della letteratura.

matrimonio alla New York Public Library in Sex and the City: The Movie

L’impossibilità di essere normale (1970, regia di Richard Rush, tratto da un romanzo di Ken Kolb, con Elliott Gould e Candice Bergen). Film cult della contestazione americana, Studenti in rivolta nel Lane Community College campus, Eugene, Oregon. Il trentenne Elliott Gould, dopo anni di impegno politico, ormai piuttosto disilluso si allontana dal movimento studentesco e torna a studiare all’università: scena in biblioteca con Gould che cerca di studiare distratto dalla bellezza di giovani studentesse.

In tutti questi esempi (ma si potrebbe continuare…) è facile rintracciare l’idea di un grande, diffuso, tempio del sapere: da tenere sempre aperto, sempre accessibile, sempre acceso come un fuoco, grazie al lavoro di “custodi” consapevoli, talvolta logorati dalla routine, ma certi del loro privilegio: i libri che conservano ed offrono (ma solo a chi li merita) sono le fondamenta stesse di una società. La società lì trova e scambia idee. Idee costitutive ed idee che vengono dal passato di tutto il mondo.

Resta impressa nella mente la storia della Bette Davis bibliotecaria che difende ogni singolo libro, anche quelli che (soprattutto quelli che) non condivide. Resta impressa la figura granitica della custode dell’archivio Jedi, guardiana dell’utopia che tutto il sapere, che ogni informazione, possa essere raccolto. Resta soprattutto negli occhi l’immagine di quei ragazzi “golosi” di conoscere che si trovano ad entrare per la prima volta nella ricca biblioteca della loro cittadina immaginaria, i ragazzi de La commedia umana: occhi così meravigliati il cinema li ha offerti davvero poche volte.