Una commedia romantica “Nel bagno delle donne”. Con tanto web e un libro surreale

Su Sky Cinema “Nel bagno delle donne” esordio cinematografico di Marco Castaldi dal romanzo di Massimo Vitali, “Se son rose” (Edizioni Fernandel). Con Luca Vecchi di “The Pills” nei panni del protagonista che si rinchiude nel bagno di un cinema, una commedia romantica e malinconica, che ha dentro il web con i suoi limiti e la sua forza. Non è un capolavoro, però funziona. E poi il libro è stato tra quelli dell’edizione 2013 del Premio Bookciak, Azione!

Nel bagno delle donne, c’è un momento in cui una giornalista bussa alla porta del bagno del cinema dove Giacomo, il protagonista del film, si è rinchiuso ormai da settimane e insistentemente cerca di capire il senso della sua autoreclusione.

“È una protesta contro la chiusura dei cinema indipendenti, contro il precariato, forse lei ha un problema mentale?” Incalza. E Giacomo da dentro: “Ma perché deve per forza trovare un significato, nella vita quasi niente ce l’ha”.

È anche la chiave per vedere questo film. Una commedia romantica e malinconica dal 3 dicembre visibile su “Mio cinema”. Tratto dal romanzo di Massimo Vitali Se sono rose… (edizioni Fernandel), forse non è un capolavoro, però funziona. Marco Castaldi, il regista e alcuni degli attori (il protagonista è il volto stesso di The Pills) vengono dalla rete, si sono fatti le ossa con la comicità.

Romani senza essere troppo caratterizzati, battute a volontà, alcune azzeccate altre meno, ma mai troppo facili. C’è dentro il web con i suoi limiti e la sua forza. Cerchi di capire a chi assomiglia il modo di fare del protagonista (Luca Vecchi di The Pills) e per definirlo ti vengono in mente troppi nomi, forse c’è proprio qualcosa di nuovo.

La storia è quella di Giacomo Roversi, che in un giorno solo perde il lavoro e la moglie. Tutti, anche l’amico/confidente gli suggeriscono di prendersi una pausa di riflessione e lui lo fa a modo suo. Quando al cinema si trova chiuso in bagno per colpa di una chiave difettosa, in compagnia di un piccolo cane depresso e brutto, elegge la toilette delle donne, a sua personale stanza di meditazione.

E decide di rimanerci, per mesi. Solo che, come spesso succede quando scappiamo dai nostri guai sono loro a inseguirci. A Giacomo lo raggiungono non solo i problemi ma anche un bel numero di imprevisti e non tutti disprezzabili. Diventa il confessore di una folla improbabile di anziani e giovani, stabilisce un contatto con la proprietaria del cinema e del cane, lui che non ama gli animali aiuta il vecchio cane triste, riallaccia i rapporti con i genitori, riesce persino a raggranellare un po’ di soldi, raggiunge un’effimera e scomoda celebrità. Insomma, nel momento in cui non insegue più niente e nessuno, la sua vita si rimette finalmente in moto.

Certo in tempi di virus e lockdown, la reclusione per forza di cose assume altre valenze e altre sfumature, ma il libro da cui è tratto il film è del 2011. Massimo Vitali in Se sono rose costruisce un protagonista ironico e surreale come i suoi principali punti di riferimento: Achille Campanile citato fin dall’epigrafe e Gianni Rodari; uno stile che dà al libro un’aria agrodolce e trasognata.

Sullo schermo il clima è diverso, più da commedia. Daphne Scoccia (Fiore) e Stella Egitto sono perfette nella parte. E una bella mano arriva dall’esperienza comica di Francesca Reggiani, che interpreta la mamma e di Paolo Triestino, che riesce a far ridere stando praticamente quasi sempre zitto.