“Visionarie 2020”, la forza delle donne per il mondo che verrà. (Intanto) un video messaggio

La forza delle donne, in tutte le sue possibili declinazioni e la cura nei confronti del mondo che verrà. Sono queste le parole d’ordine di Visionarie 2020, il festival ideato e diretto da Giuliana Aliberti per offrire uno spazio di approfondimento e dibattito sul ruolo della donna nel cinema, nella televisione e nella letteratura, nel tentativo – concreto – di superare il gender gap.

La prima edizione, lo scorso anno a Palazzo Merulana a Roma (dal 3 al 5 maggio) ha registrato l’interesse diffuso non solo delle addette ai lavori ma di un vastissimo pubblico – con lunghe file per entrare – desideroso di confrontarsi su tematiche che, al di là dei clamori spesso strumentalizzati del #Metoo, difficilmente trovano spazio nel dibattito culturale.

Tra incontri, proiezioni e letture si sono confrontate “visionarie” di generazioni diverse, Dacia Maraini, Costanza Quatriglio, Lidia Ravera, Piera Degli Esposti, Luciana Castellina, Elisabetta Pandimiglio, Adele Tulli, Anna Negri, Laura Luchetti, Paola Randi, Wilma Labate, Annamaria Granatello, registe, scrittrici, giornaliste di età e formazioni dverse, ma tutte convinte della necessità di fare rete. Tante di loro le potete vedere in questo video che Giuliana Aliberti ha voluto realizzare proprio per tenere vivo lo spirito del festival di cui, in questo momento di emergenza per il Covid, non è certo potrà svolgersi la seconda edizione prevista in ottobre.

Un mosaico di testimonianze, di riflessioni, di spunti per ragionare insieme, ancora una volta, sul futuro prossimo. “Da cosa ripartiremo quando tutto passerà, quando usciremo di nuovo dalle nostre case?”, s’interroga Giuliana Aliberti alla testa di Visionarie.

“Con questa crisi abbiamo visto tutto quello che non funziona: il progresso dissennato al servizio di un profitto moltiplicato, la risposta machista alla pandemia che ne ha negato la portata – prosegue – . Invece ancor di più dovremo fare appello alla nostra forza, ci servirà tutto il sapere, la gioia e l’intelligenza possibile, per dare senso e cercare strade alternative dentro e oltre la crisi globale in atto. Avremo ancora più bisogno di spazi di riflessione, di confronto, di discussione e della nostra capacità di fare rete, di prenderci cura delle nostre stesse vite, attivando forme di resistenza e di vigilanza per non essere ricacciate in casa – e conclude -. Perché come ci insegna Simon de Beauvoir “non dimenticate mai che sarà sufficiente una crisi politica, economica, religiosa, perché i diritti delle donne siano rimessi in discussione. Questi diritti non sono mai acquisiti. Dovete restare vigili durante il corso della vostra vita.”

Visionarie dunque, per fare resistenza e pensare nuovi immaginari.