Buon 25 aprile! E Bertolucci lo racconta ai bimbi
In libreria “I miei primi 25 aprile”, parole e ricordi dell’autore di “Novecento” e dei partigiani Rina e Italiano per spiegare la Resistenza e la Liberazione ai più piccoli. E imparare a resistere al razzismo, agli integralismi, alle mafie…

«Non avrei mai potuto dire di no ad un progetto che vuole raccontare e spiegare la Resistenza e la Liberazione ai bambini, è un nostro obbligo morale». Esordisce così Bernardo Bertolucci alla presentazione del libricino I miei primi 25 aprile, un’iniziativa a cui ha subito aderito e poi contribuito con parole e ricordi, assieme ai partigiani Ibes Pioli “Rina” e Renato Romagnoli “Italiano”.
Cos’è il 25 aprile? Per cosa si festeggia? Per quale motivo le scuole sono chiuse? Queste le domande da cui nasce l’idea della casa editrice bolognese L’Io e il Mondo di TJ, che si occupa di spiegare temi “impegnativi” ai bambini e che già l’anno scorso ha pubblicato I miei primi 1 maggio, con il contributo di Maurizio Landini e Umberto Romagnoli, e Io non volevo andarmene da casa, un tentativo di illustrare l’immigrazione attraverso le canzoni di Francesco Guccini.
E alle stesse domande hanno provato a rispondere il regista premio Oscar e i due partigiani, cercando di stimolare nuove riflessioni nei giovanissimi lettori. Un libro illustrato, che riscrive la storia in un linguaggio per i più piccoli (tra i sei e i dieci anni), quelli che forse sono i primi a non avere nonni vissuti durante la seconda guerra mondiale.
Tenere vivo il ricordo e coinvolgere le nuove generazioni, questo l’intento di un libricino «semplice ma non semplificatorio», come tiene a sottolineare Bertolucci. Che indossa le vesti di nonno di tutti i bambini e racconta con pennellate

emotive il suo 25 aprile – su cui ruotava il suo Novecento – e la confusione che c’era in quei giorni: «Avevo solo quattro anni, ma di quel giorno ricordo la mamma che mi accompagna al terzo piano della casa per mostrarmi una cosa che non avevo mai visto prima: un carro armato. Quando le truppe americane arrivarono nel nostro paese, tutti i cittadini gli corsero incontro in gesto di gratitudine, ma furono scambiati per fascisti e gli alleati aprirono il fuoco».
E d’altronde questa è la Liberazione come la spiega il libro, una “guerra alla guerra”, in cui civili e militari a volte si confondono. Un racconto storico fedele e dettagliato – grazie alla consulenza di Claudio Silingardi, direttore dell’Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia – e al tempo stesso avventuroso e appassionante, per coinvolgere i bambini e renderli memori del passato del loro paese, consapevoli che a una festa corrispondano delle storie, per arrivare a chiedersi, ora, cosa sia la libertà, per cosa si parteggi, a cosa si resista.
Ed è ancora Bertolucci a suggerire delle risposte: bisogna resistere alla finta realtà, quella delle televisioni private e dei reality, agli applausi che spingono i giovani a cercarne sempre altri, ai valori apparenti che si sostituiscono a quelli veri. E soprattutto è un dovere resistere e opporsi alle mafie, al terrorismo, al razzismo e ai fanatismi religiosi, a chi bombarda le città «dicendo che lo si fa per democrazia».
I miei primi 25 aprile è stato distribuito gratuitamente nella settimana precedente al 25 aprile nei punti vendita di Coop Alleanza 3.0, e sarà poi in vendita in tutte le librerie.
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