A qualcuno piace classico. Guida cine-letteraria d’altri tempi nell’era streaming

Da “Colazione da Tiffany” a “Gli uccelli”, da “Il mago di Oz” a “Quella sporca dozzina”. A qualcuno piace classico e la quarantena è un buon momento per (ri)vederli. Ovviamante e rigorosamente quelli cine-letterari. Vi proponiamo un itinerario attraverso le tante piattaforme, buono per il week end e non solo ….

Quante volte pensando ai classici ci siamo accorti che che no, quel vecchio film in realtà non lo abbiamo mai visto. I classici del cinema non sono pochi e vederli tutti è una vera sfida che prende parecchio tempo.

La quarantena può rivelarsi un’alleata preziosa per rifarsi. Le piattaforme di streaming sono oramai moltissime ed hanno ampliato il proprio catalogo anche ai film più datati. Ecco quindi una nostra selezione di classici, ovviamente tutti rigorosamente adattamenti da opere letterarie.

Quella sporca dozzina (Netflix)
Il film è famosissimo, forse meno l’omonimo romanzo (inedito in Italia) di Ervin Nathanson da cui è tratto. Entrambi però ispirati alla vera storia della 101ª Divisione Autotrasportata americana durante la seconda guerra mondiale.
Un cast straordinario, con Lee Marvin come sergente e Donald Sutherland, John Cassavetes e Charles Bronson fra i soldati. Il film è stato anche uno dei punti di riferimento di Tarantino per il suo Bastardi senza gloria (a sua volta disponibile su Prime Video e Tim Vision).

Via col vento (Netflix)
Per molti il più grande film di tutti i tempi, senza ombra di dubbio il più rappresentativo del cinema di Hollywood e quello con i migliori incassi di sempre. Una storia che aveva già in nuce il successo straordinario che poi ebbe effettivamente, tanto che i diritti sul libro di Margaret Mitchell vennero acquistati ancora prima che la stessa autrice lo avesse terminato.
La lunghezza può forse scoraggiare, ma la quarantena è forse il momento migliore per potersi dedicare a queste quattro intensissime ore di inimitabile esperienza cinematografica.

Ladri di biciclette (Infinity)
Anche in questo caso siamo davanti ad un film che non ha bisogno di presentazioni e senza dubbio a una delle opere migliori della storia del cinema. Non è molto risaputo però che Zavattini, sceneggiatore del film, partì da un romanzo omonimo di Luigi Bartolini. Le emozioni che il capolavoro di De Sica è in grado di suscitare sono indescrivibili, così come l’influenza che ha avuto sui registi di tutto il mondo. Ladri di biciclette è il Neorealismo nella sua accezione più dolce, un film che fa bene in qualsiasi momento, ma soprattutto in un periodo così duro.

Il massacro di Fort Apache (Prime Video, Rai Play)
Il classico di John Ford, primo film della trilogia sulla cavalleria (gli altri due sono I cavalieri del Nord Ovest e Rio Bravo), venne scritto basandosi su un racconto di tale James Warner Bellah. Caposaldo del genere western, la pellicola è un vero e proprio gioiello, interpretato da star come Henry Fonda, Shirley Temple e, immancabile, John Wayne.
Per il pubblico italiano c’è addirittura la doppia possibilità di vederlo in lingua originale sulla piattaforma Amazon e doppiato in italiano su quella Rai; quest’ultima versione nasconde una piccola chicca: la voce di Alberto Sordi “prestata” a Pedro Armendáriz.

Gli uccelli (Chili)
Gli uccelli, il suo tenebroso thriller, Hitchcock lo sceneggiò partendo dal racconto della britannica Daphne du Maurier, ma ne mantenne ben poco. È senza dubbio uno dei lavori più apprezzati dal pubblico ma non molto dalla critica. Truffaut, nella sua famosa intervista all’autore britannico, ne lodò la struttura narrativa e Hitchcock gli confessò che per la prima volta in vita sua si era lasciato andare all’improvvisazione sul set. Un film diverso dagli altri, insomma, che vale la pena recuperare quanto prima.

Colazione da Tiffany (Netflix, Prime Video, Infinity)
L’immagine di Audrey Hepburn con occhiali scuri e guanti che, sulla Fifth Avenue, addenta una brioche davanti alla vetrina della gioielleria è fin troppo conosciuta. Il soggetto di Colazione da Tiffany parte da un romanzo breve di Truman Capote, la firma più anticonformista dell’America del dopoguerra, che sembra avesse spinto perché la sua amica Marilyn Monroe fosse la protagonista. Il testo di riferimento fu però stravolto, ripulito dalle parti più scabrose e presentato al pubblico come la commedia romantica per cui tutti oggi lo ricordano.

Assassinio sull’Orient Express (Tim Vision)
Il giallo di Agatha Christie ha avuto sul grande schermo un successo persino superiore a quello letterario. I rifacimenti si sprecano, ultimo cronologicamente quello diretto e interpretato da Kenneth Branagh. Ma il primo adattamento del 1974 rimane quello storico, diretto da Sidney Lumet e con Albert Finney nei panni dell’infallibile Hercule Poirot e Ingrid Bergman in quelli della missionaria svedese.

Il mago di Oz (Netflix)
Agli Oscar di quest’anno è stato reso omaggio a Judy Garland, premiando Renée Zellweger per la sua interpretazione in Judy. Il film più famoso che la giovanissima attrice interpretò è proprio la favola di Dorothy, che nasceva dal primo di quattordici libri sul mondo di Oz dello statunitense L. Frank Baum.
Forse nessun film ha saputo esercitare un fascino sul pubblico come il capolavoro di Fleming, Salman Rushdie ne fu letteralmente ossessionato. Incamminarsi sulla yellow brick road è probabilmente il miglior modo per passare una serata di quarantena.

Mary Poppins (Disney+)
La nuovissima piattaforma Disney punta molto anche sui classici e non poteva certo rinunciare alla magica baby sitter creata dalla penna di Pamela L. Travers. Uno dei più grandi successi della casa, che è stato più volte riproposto in maniera diversa, prima raccontando la trattativa tra Disney e l’autrice (Saving Mr. Banks) e poi con un vero e proprio remake (Il ritorno di Mary Poppins). Ma l’originale è sempre l’originale e ora è disponibile anche per le nuove generazioni.

Suspiria (Netflix, Rai Play, Prime Video)
Il capolavoro del terrore di Dario Argento, primo film della trilogia delle madri, nasceva da un romanzo del 1845: Suspiria de Profundis di Thomas de Quincey. L’autore inglese scrisse il libro dopo aver visitato a Milano la casa degli Imbonati, famosa per le sue presunte infestazioni di fantasmi, e si basò su alcuni suoi sogni. L’immaginario di Argento, che veniva dall’enorme successo di Profondo rosso, ha reso questo film una vera e propria opera di culto, tanto che ben tre piattaforme streaming l’hanno inserita in programmazione.
Su Prime Video inoltre è disponibile anche il remake di Luca Guadagnino, per chi volesse riassaporare il film ma allo stesso tempo vederne una versione completamente nuova.

L’anno scorso a Marienbad (Infinity)
Uno dei classici intramontabili della Nouvelle Vague francese, ispirato al romanzo breve, L’invenzione di Morel dell’argentino Adolfo Bioy Casares, molto amico di Borges. La regia è di Alain Resnais e nel cast figura anche Giorgio Albertazzi.
Il film è un’affascinante ricerca sul tempo e sulla memoria che però divise molto, parte del pubblico non apprezzò il suo ritmo misurato e il suo ermetismo, nonostante un uso rivoluzionario del montaggio e una fotografia curata alla perfezione. Da vedere quantomeno per decidere da che parte stare.