Anche “L’età fragile” diventerà un film. Donatella Di Pietrantonio la scrittrice più amata dagli italiani (e dal cinema)


 

 

Il suo primo e fortunato romanzo vincitore del Campiello 2017, L’Arminuta, è già diventato un film per la regia di Giuseppe Bonito. Inevitabile che lo diventi anche questo suo ultimo, L’età fragile, appena incoronato dallo Strega 2024.

Parliamo di una scrittrice di successo, Donatella Di Pietrantonio e del suo nuovo titolo in vetta alla classifica delle vendite, i cui diritti sono stati acquistati da Indigo Film e HT Film. “Siamo onorati di poter lavorare sull’Età fragile – dichiarano i produttori , una storia sulla sopravvivenza alla vita e sulla fragilità come componente stessa dell’essere umano: la vulnerabilità è protagonista e compagna di tutti i personaggi, negli episodi del passato e in quelli del presente, riuscendo a raccontare la complessità dei legami umani in un’ambientazione suggestiva e dall’alto valore cinematografico”.

Il cuore del libro è il tema della fragilità. Non esiste un’età senza paura. Siamo fragili sempre, da genitori e da figli, quando bisogna ricostruire e quando non si sa nemmeno dove gettare le fondamenta. Ma c’è un momento preciso, quando ci buttiamo nel mondo, in cui siamo esposti e nudi, e il mondo non ci deve ferire. Per questo Lucia, che una notte di trent’anni fa si è salvata per un caso, adesso scruta con spavento il silenzio di sua figlia. Quella notte al Dente del Lupo c’erano tutti. I pastori dell’Appennino, i proprietari del campeggio, i cacciatori, i carabinieri. Tutti, tranne tre ragazze che non c’erano piú.

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