Donne affamate alla tavola di Hitler. Quelle “assaggiatrici” da bestseller in arrivo al cinema

Passato prima per le mani di Cristina Comencini è ora arrivato a quelle di Silvio Soldini. Sarà il regista di “Pane e tulipani”, infatti, a portare al cinema “Le assaggiatrici” il premiatissimo romanzo di Rosella Pastorino (Feltrinelli 2019) ispirato alla vita di Margot Wolk, l’ultima assaggiatrice di Hitler. Qui seguiamo quella affamata di Rosa Sauer e delle altre sue nove colleghe con cui condivide paura & mensa. Il romanzo è stato trovato nella libreria del boss dei boss Matteo Messina Denaro, a riprova che dittatori e delinquenti temendo di essere ammazzati fanno assaggiare a chi di solito mette assai poco sotto i denti, tutto il loro menu …

“Leggete Le assaggiatrici. Fatelo, vi prego”. Il fervido consiglio è di Michela Murgia, penna e creatura aperta, intelligente e partecipe, costretta da una grave malattia a lasciare, con straordinaria eleganza e dignità, il mondo troppo presto.
La calorosa indicazione la troviamo nella quarta di copertina del libro con cui, 5 anni prima, nel 2018, Rosella Pastorino ha vinto il Campiello e numerosi altri premi letterari.

Consiglio forse seguito anche dall’introvabile mafioso Matteo Messina Denaro visto che il romanzo è entrato a far parte della sua biblioteca personale, scoperta quando, grazie alla sua malattia, il suo indirizzo di casa è stato finalmente individuato. E non stupisce, a prescindere dal suo valore letterario, che una storia del genere potesse interessarlo. Da sempre, da che mondo è mondo, i delinquenti, i dittatori, i potenti, hanno il terrore che il piacere della tavola li porti all’altro mondo. Non per paura d’ingrassare o altissimo colesterolo, ma per il rischio che qualcuno farcisca il loro cibo con veleni.

Per questo, appunto, da che mondo è mondo, e certo non per carità, fanno assaggiare a chi di solito mette assai poco sotto i denti, tutto il loro menu. Se il rischio c’è, tocca a loro la fine del topo. A “corte” attività quasi sempre riservata ai maschi. In questo caso invece a 10 giovani povere donne tedesche.

L’idea di questo suo quinto romanzo è venuta a Pastorino dopo aver letto, nel 2014, un trafiletto su Margot Wolk (nelle foto), ultima assaggiatrice di Adolf Hitler, che in fin di vita a Berlino, a novantasei anni, decise che era arrivato finalmente il momento di raccontare quel che era stato il suo “mestiere”.

La Pastorino si documenta seriamente e sceglie Rosa Sauer, neo-sposa felice del suo capo, un brillante ingegnere a Berlino che va’ al fronte per difendere la patria dai russi comunisti cercando d’essere un buon tedesco, più che un buon marito.

Sarà lei a raccontarci la sua vita affamata, con buco da paura nello stomaco, a Gross-Partsch, paesotto della Prussia Orientale vicino al quartier generale di Hitler, dove si è rifugiata dai suoceri contadini quando anche sua madre a Berlino è morta sotto le bombe.

È lì che nell’autunno del ’43 viene “assunta” obbligatoriamente dalle SS, insieme ad altre 9 giovani donne della zona, per assaggiare quotidianamente nel quartier generale di Rastenburg, nascosto nella foresta, i tre pasti giornalieri del Fuhrer che com’è noto era vegetariano, molto attento alla sua dieta che in non pochi avrebbero voluto usare per farlo fuori. Anche nei modi più bizzarri: uno studio di Harvard, che sosteneva che Hitler avesse una forte componete femminile, pensò che, senza ammazzarlo, ma solo somministrandogli una massiccia dose di estrogeni, si sarebbe trovato con due belle tette, senza baffi e una vocina stridula. Tutti elementi che all’epoca gli avrebbero castrato ogni carisma. Idea da film tragicomico.

Rosa, la berlinese, conosce e ci fa conoscere via via le sue compagne assaggiatrici con cui si trova a condividere paura & mensa. E ce ne sono di ogni tipo e carattere: chi ha bambini e un marito al fronte, chi sogna ancora il primo amore, chi ha un tragico segreto, ma c’è anche un gruppo di invasate pronte a tutto oltre a mangiare per compiacere Hitler. E ci presenta anche Otto, il cuoco basso e mingherlino che chiamavano Briciola, che sembra certo più umano se confrontato a quel bestione di Prigozhin che, invece di continuare a far soldi cucinando per Putin, ha preferito far per lui polpette di umani comprando mercenari per la Wagner, squadrona di assassini a pagamento che si è anche permessa di adottare il nome di un grande musicista.

Figlia di un ferroviere ostile a Hitler e di una mamma sarta, Rosa ha un’infanzia piena di colpe e segreti e lo sarà anche la sua vita di adulta piena di forti pulsioni, sempre in bilico tra bene e male. E la sua storia racconta la grande fatica di vivere. E di amare.

L’idea di ricavare un film da questo romanzo era venuta a Cristina Comencini poi è passata a Silvio Soldini, regista sempre molto attento al sentire del cuore femminile. A cominciare dall’indimenticabile e premiatissimo Pane e tulipani del 2000 con quel magnifico cast: Licia Maglietta, Marina Massironi, Giuseppe Battiston e soprattutto Bruno Ganz, considerato da Thomas Bernhard ne Il nipote di Wittgenstein, e non solo, il più grande attore che la Svizzera abbia mai avuto.

Cuore di donne dunque sempre presente nei suoi lavori, pensando anche all’indagine sulla violenza delle relazioni affettive, tema del suo recente docufilm Un altro domani.

Dunque non resta che aspettare The Taster prodotto da Lumière &Co con Tarantula e Tellfimque le cui riprese dovrebbero cominciare tra autunno e inverno.