Giornate degli Autori, una sorpresa lunga 14 anni

Da “Il contagio” di Walter Siti per la regia di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini al doc di Wilma Labate dal libro di storie veneziane di Irene Bignardi. Dalla pre apertura col nostro premio Bookciak, Azione! al nuovo film di Vincenzo Marra e quello dell’artista visiva iraniana Shirin Neshat. Le Giornate degli Autori compiono 14 anni tra riconferme e sorprese…

Il libro di Walter Siti, Il contagio, portato sul grande schermo da Matteo Botrugno e Daniele Coluccini (leggi l’intervista ai registi). Le tante storie di cinema vissute da Venezia nel corso degli anni, raccontate da Irene Bignardi nel suo libro (edizioni Marsilio) e raccolte in un doc da Wilma Labate, Raccontare Venezia (con tra gli altri, Citto Maselli, Michael Radford, Giuliano Montaldo e i Taviani). Un Victor Hugo per niente scrittore, immerso nella Cuba dei traffici di rum e sigari, narrato dal regista colombiano Jhonny Hendrix Hinestroza nel suo Candelaria. E poi, il tradizionale appuntamento tra libri e cinema del Premio Bookciak, Azione! evento di pre- apertura, il 29 sera, con Daniele Vicari presidente di giuria di questa edizione numero VI.

Questo sul fronte che ci interessa di più, l’intreccio tra cinema e letteratura. Ma è comunque un programma ricco, come sempre, quello delle Giornate degli Autori, capitanate da Giorgio Gosetti che, giunte quest’anno alla 14esima edizione (dal 30 agosto al 9 settembre), non smentiscono la loro vocazione di spazio aperto alle novità, alla ricerca, alle riflessioni dentro e fuori lo schermo (con dibattiti e incontri, il diritto d’autore e la nuova legge cinema, per esempio), così come sono state pensate dai loro promotori, le associazioni Anac e 100 Autori.

Tre gli italiani in concorso. Oltre alla coppia di autori romani Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, già protagonisti nelle scorse stagioni qui alle Giornate con il loro esordio Et in terra pax, figurano Vincenzo Marra – anche lui di ritorno alla Villa degli Autori – col suo nuovo e durissimo L’equilibrio, ambientato in una parrocchia “di frontiera” e Valentina Pedicini, al suo osordio nella finzione (dopo Dal profondo) con Dove cadono le ombre, viaggio a ritroso nel tempo, fino all’orrore dell’eugenetica praticata sui bambini dai nazisti.

Tra i nomi più attesi, poi, è sicuramente Shirin Neshat, artista visiva iraniana esule negli Stati Uniti che dopo il suo esordio dietro alla macchina da presa con Donne senza uomini, ispirato al romanzo dell’iraniana Shahrnush Parsipur, scrittrice censurata ed esiliata, torna al cinema con Looking For Oum Kulthum, dedicato ad una figura cardine del mondo femminile “in rivolta” iraniano: Oum Kulthum, leggendaria cantante degli anni Cinquanta che è riuscita a sopravvivere nel mondo arabo conservatore e maschilista. Iraniana è pure la presidente della giuria dei 28 “giovani europei” che sceglieranno il miglior film della selezione: la regista Samira Makhmalbaf, figlia d’arte e vincitrice a Cannes con Lavagne e Alle cinque della sera.

Tra le scoperte, ancora, un documentario ritrovato di Ermanno Olmi, del 1968, Il tentato suicidio nell’adolescenza, che racconta i primi pioneristici anni di attività di un reparto di psichiatria d’urgenza al policlinico di Milano, dove finivano soprattutto adolescenti.