Il Libero Cinema (in Libera Terra) che non si ferma: al via l’edizione online del festival antimafia

Da martedì 14 luglio torna, con la quindicesima edizione, “Libero Cinema in Libera Terra“, il festival itinerante promosso dall’associazione antimafia Libera e dalla Fondazione Cinemovel (di cui è stato presidente onorario Ettore Scola): stavolta, causa pandemia, ci si reinventa online (col supporto di Mymovies), ma sempre all’insegna di un “nuovo umanesimo” fondato su diritti universali e giustizia sociale. Al centro dei primi tre appuntamenti (14-16 luglio), le difficoltà della scuola e di alcuni continenti gravemente sfruttati del mondo (America Latina e Africa): con i film “La nostra strada“, “Il sale della terra” e “Appena apro gli occhi“. E a settembre si prosegue…

In un momento dove la costruzione di un mondo più giusto «non è più solo una scelta ma, credetemi, è una necessità» (come afferma il presidente di Libera, don Luigi Ciotti), non può né vuole fermarsi il viaggio di Libero Cinema in Libera Terra, il festival itinerante promosso dall’associazione antimafia di don Ciotti e dalla Fondazione Cinemovel: e se quest’anno i disagi della pandemia non permetteranno al “cine-furgone” di compiere il tour fisico attraverso le piazze italiane, la quindicesima edizione dell’iniziativa si svolgerà comunque, dal 14 luglio, in forma virtuale.

Sarà la “piazza” del portale Mymovies (media-partner del festival) ad ospitare i primi incontri e proiezioni, fino al 16 luglio: tre serate per altrettanti film preceduti da incontri in streaming (il tutto accessibile dietro prenotazione, dal 10 luglio, al link www.mymovies.it/live/cinemovel) su urgenti (quanto irrisolte) questioni di attualità. La posta in gioco, ancora (e mai come ora), è la «costruzione di un nuovo umanesimo fondato sull’affermazione di diritti universali per tutti» (ha detto la presidente di Cinemovel Elisabetta Antognoni), attraverso la condivisione dell’arte, delle idee e delle esperienze.

Se lo scorso anno a orientare il festival era stato il tema dei migranti (rappresentato emblematicamente dal corto ’43-’97 di Ettore Scola, già presidente onorario di Cinemovel), il format del 2020 (condotto da Enrico Fontana) è intitolato Diritti al Nuovo Mondo: Libero Cinema Incontra. Si dedicherà perciò una particolare attenzione ad alcuni continenti troppo (e troppo a lungo) sfruttati e depredati, nonché ulteriormente penalizzati da una narrazione che continua a collocarli ai margini.

La serata di apertura del 14 luglio vedrà, a partire dalle 20.45, un dibattito (Zero in condotta. La scuola al centro) tra don Ciotti e altri ospiti (Noemi Minetti, Vanessa Niri, Vanessa Pelucchi, Giulia Serinelli, Giulia Tosoni) a proposito delle sfide educative in una società sempre più diseguale. Seguirà, dalle 21.30, La nostra strada (2020), documentario di Francesco Li Donni (premiato al Biografilm Festival 2020) sul fenomeno dell’abbandono scolastico visto attraverso il caso di alcuni adolescenti di una terza media a Palermo.

L’America Latina e le sue ferite drammaticamente aperte (dai danni ambientali alla diffusione del Covid) saranno al centro del secondo appuntamento, il 15 luglio, prima con il dibattito (Altre Americhe, ore 20.45), che vedrà la partecipazione di Paolo Pagliai, Padre Alfredo Dorea, Erika Llanos e Dario de Sousa, quindi (alle 21.30) col film Il sale della terra (2014), viaggio nell’opera e nel vissuto del fotografo brasiliano Sebastião Salgado, firmato da Wim Wenders insieme al figlio del protagonista, Juliano Ribeiro.

E di un’altra terra lacerata, l’Africa, si parlerà nel terzo incontro, giovedì 16 luglio, prima mettendo a confronto (nel dibattito L’Africa non esiste, ore 20.45) le visioni e testimonianze di diversi ospiti (Amara Cisse, Fred Kuwornu, Francesca Piccinini, Leone De Vita, Patrick Konde), poi col film Appena apro gli occhi- Canto per la libertà (premiato a Venezia 2015), diretto da Leyla Bouzid e incentrato sulla vicenda di una ragazza neodiplomata di Tunisi poco prima che avvenga la rivoluzione del 2010.

Libero Cinema in Libera Terra proseguirà a settembre, con altri sei appuntamenti in streaming (dal 14 al 20 del mese), ciascuno da un diverso luogo confiscato alla mafia e dove saranno all’opera i giovani attivisti di diverse cooperative, tra Lombardia, Toscana, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Ad ogni incontro (sempre alle 20.45) seguirà anche qui un film (dalle 21.30). Tra questi, Ancora un giorno (2018, di Raúl de la Fuente e Damian Nenow, previsto per il 15 settembre), dove si racconta tra animazione e immagini di repertorio la liberazione dell’Angola (nel 1975), basandosi sul libro dello scrittore-giornalista Ryszard Kapuscinski.

In programma anche Untitled (2017), di Michael Glawogger e Monica Willi (il 14 settembre), Fuocoammare (2016) di Gianfranco Rosi (il 16 settembre), The Harvest (2017), di Andrea Paco Mariani (17 settembre), Parola d’onore (2020), di Sophia Luvarà (19 settembre) e Prima che la notte (2018), di Daniele Vicari (20 settembre), sul giornalista (assassinato dalla mafia) Giuseppe Fava. Sempre a settembre il festival entrerà nuovamente nelle scuole con il progetto Schermi in classe. L’etica libera la bellezza, che coinvolgerà 15 istituti per un totale di 1.500 studenti, facendo seguito all’iniziativa online già sperimentata durante il lockdown (ad aprile), quando un pubblico di 10.000 ragazzi ha potuto vedere quattro film discutendone con i rispettivi registi (Davide Barletti, Davide Ferrario, Daniele Gaglianone e Daniele Vicari).

Un (altro) festival che resiste e si reinventa, dunque, grazie a un uso proficuo dei mezzi telematici: lo simboleggia efficacemente il nuovo logo dell’iniziativa (con le radici dell’albero che si espandono trasformandosi in cavi che connettono al mondo digitale). Ma, ci tiene a specificare don Ciotti, il trasloco in rete «deve restare una modalità contingente, temporanea: guai a farla diventare strumento prevalente». Perché la formazione delle coscienze richiede «empatia», e «un conto è vedere l’altro attraverso uno schermo, un conto è incontrare il suo volto».