La Napoli del Covid attraverso Camus. Francesco Patierno adatta “La Peste”

In epoca di Coronavirus si è (ri)scoperta tutta l’inquietante attualità del romanzo La peste (1947, edito in Italia da Bompiani), capolavoro dello scrittore premio Nobel e filosofo esistenzialista Albert Camus. Il regista Francesco Patierno (Pater familias, Naples ’44Diva!), infatti, ne sta girando un adattamento ambientato nella Napoli contemporanea, diventata tragicamente simile (come il resto del mondo) alla Orano del libro.

Con l’ausilio di un drone, Patierno ha già ripreso le strade desolate della Napoli in quarantena, e spera di proseguire da fine giugno girando le scene con i protagonisti: tra questi, Francesco Di Leva (già straordinario Antonio Barracano nel Sindaco del Rione Sanità di Martone, tratto da De Filippo) nella parte del medico Rieux. Di Leva è anche sceneggiatore con Andrej Longo e lo stesso regista. Il film è prodotto da Andrea e Alessandro Cannavale per Run Film.

 

Nel cast anche Peppe Lanzetta nei panni del sacerdote Padre Paneloux e Cristina Donadio nel ruolo di Cottard (che approfitta dell’emergenza per speculare sul mercato nero): con una licenza, in quest’ultimo caso, rispetto al libro (dove Cottard è un uomo) per dare maggior peso alle presenze femminili («l’unico difetto del romanzo è che non ci sono donne» ha detto Patierno).

Il testo di Camus aveva già ispirato la trasposizione omonima del 1992, scritta e diretta dal regista argentino Luis Puenzo, con William Hurt, Robert Duvall, Sandrine Bonnaire e Raúl Juliá. Patierno ha però specificato che il suo film sarà molto diverso dal precedente adattamento, e rielaborerà in modo libero la materia di partenza, poiché «non parla della peste ma del nostro virus, anche se non viene mai nominato».