Nastri d’argento 2018 doc. Tra il terremoto e Kafka

Vincono i Nastri d’argento doc 2018: La botta grossa di Sandro Baldoni sul terremoto, Anselma Dell’Olio su Marco Ferreri e il ritratto di Pino Daniele. Nastro alla carriera per Luigi Faccini, alla brava Marina Confalone nei panni scimmieschi del kafchiano signor Rotpeter di Antonietta De Lillo. E tra le menzioni speciali, quella al giovane Antonio Castaldo per il doc su Patroni Griffi…

La botta grossa di Sandro Baldoni per il “cinema del reale”, La lucida follia di Marco Ferreri di Anselma Dell’Olio per il cinema e Pino Daniele – il tempo resterà di Giorgio Verdelli per lo Spettacolo sono i film vincitori dei Nastri d’Argento Documentari 2018, lo storico premio assegnato dal Sindacato nazionale giornalisti cinemetografici (SNGCI), consegnati a Roma nella seraraìta del primo marzo e dedicati a Folco Quilici, grande documentarista appena scomparso.

A questi titoli si aggiunge l’ex aequo per i docufilm, tra Diva! omaggio a Valentina Cortese di Francesco Patierno e La corsa de L’Ora, sull’eroica storia del battagliero quotidiano palermitano, raccontata da Antonio Bellia.

I premi speciali vanno a Dieci Storie proprio così di Emanuela Giordano e Giulia Minoli e a Sky Arte, per la “qualità l’originalità e il successo della sua offerta”.

Due Nastri  anche alle migliori protagoniste nei documentari in selezione: Sandra Milo che racconta se stessa, grazie alla regia di Giorgia Würth in Salvatrice. Sandra Milo si racconta e Marina Confalone per la sua grande performance nei panni scimmieschi de Il signor Rotpeter di Antonietta De Lillo, entrato anche nella cinquina.

Menzione d’onore, poi, a Ermanno Olmi e Nastro alla carriera a Luigi Faccini “per il suo primo mezzo secolo di cinema 1968/2018 – nell’anno di Diaspora, ogni fine è un inizio, appassionante saga internazionale che – in un’esperienza speciale, come sempre condivisa con con Marina Piperno – il regista ha girato ricostruendo in un vero e proprio Heimat italiano i percorsi internazionali della dispersione di famiglia iniziata per i Piperno, con le leggi razziali”.

Tra le menzioni speciali Metti una sera a cena con Peppino di Antonio Castaldo, dedicato a Patroni Griffi; Il pugile del duce di Tony Saccucci; Talien di Elia Mouatamid; Moravia off di Luca Lancise che riapre percorsi affascinanti nella poetica moraviana; L’arte viva di Julian Schnabel di Pappi Corsicato.

Menzioni anche a Sara di Stefano Pistolini e Massimo Salvucci “che, a partire dall’assurdità della morte violenta della giovane Sara, barbaramente uccisa dal fidanzato, diventa un violento atto d’accusa contro ogni femminicidio”. Il Sngci segnala infine Lorello e Brunello di Jacopo Quadri, sul tema del lavoro, “Premio Cipputi” a Torino e appena passato alla Berlinale.

Tra cultura, cinema e teatro, infine, due menzioni vanno a Il mondo in scena, sui 60 anni del Festival di Spoleto e Mariangela! che Fabrizio Corallo ha dedicato ad un appassionato, curioso, affascinante ritratto della Melato.