Prima in sala poi in streaming. In arrivo nuovo decreto (che piace all’Anac)
Precedenza alle sale e poi le piattaforme. Il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, annuncia la firma del decreto ministeriale che regolamenta le “finistre” per l’uscita dei film. La nuova normativa voluta fortemente dall’Anac, arriva a seguito delle polemiche scatenate dalla vittoria veneziana del film Netflix di Alfonso Cuaron, “Roma” che, in arrivo sul colosso dello streaming il 14 dicembre, avrà anche un’uscita in un circuito mirato di sale …

“I film dovranno essere prima distribuiti nelle sale e dopo di questo su tutte le piattaforme che si vuole”. Ha scelto un videomessaggio il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli per annunciare che oggi stesso – 14 novembre – firmerà un decreto ministeriale per la regolamentazione delle “finestre” che determinano l’uscita dei film.
“Penso sia importante – ha proseguito il ministro nel video inviato alla presentazione della ricerca Agis/Iulm Spazi culturali ed eventi di spettacolo – assicurare che chi gestisce una sala sia tranquillo nel poter programmare film senza che questi siano disponibili in contemporanea su altre piattaforme”.
In questo modo, ha concluso, “i gestori dei cinema potranno sfruttare appieno l’investimento per migliorare le sale e offrire un’esperienza di visione sempre più emozionante”.
Il decreto ministeriale arriva a seguito delle polemiche nate negli ultimi mesi (l’Anac e gli esercenti tra i promotori), a cominciare dalla scelta del Festival di Cannes di chiudere ai film targati Netflix, contrariamente a Venezia che ha dato il via libera al colosso dello streaming (leggi intervista a Wilma Labate), portando al Leone d’oro, Roma, magnifico film di Alfonso Cuaron. Il film del regista messicano sarà distribuito a livello mondiale su Netflix il 14 dicembre. E in Italia in una serie di cinema selezionati. Così come per Los Angeles, New York e in Messico, dove uscirà in un ridotto circuito di cinema dal 21 novembre.
Soddisfazione per il decreto da parte dell’Anac, la storica Associazione degli autori tra i più convinti sostenitori della centralità della sala. “Per la prima volta – si legge nel loro comunicato – si dà una risposta tempestiva ad una richiesta di regole fatta dagli autori in nome di un sistema che si basa, coerentemente con l’architettura della legge, sulla centralità della sala. Ricordiamo che la legge attribuisce 85 milioni all’anno di risorse pubbliche all’esercizio cinematografico. Con questa norma l’Italia si allinea alle altre legislazioni europee, prima fra tutte quella francese. Gli autori non possono che esprimere la loro soddisfazione.”
2 Dicembre 2018
“Roma”, il cinema irraggiungibile di Cuaron. Vedetelo in sala (poi su Netflix)
Arriva in sala (poche ma buone, leggi quali) il 3, 4, e 5 dicembre "Roma", il…
20 Febbraio 2017
Metti gli intellettuali in sala giochi
Il ruolo dell'intellettuale nell'era dei social media. Se ne parla giovedì 23…
13 Ottobre 2015
Anche Netflix nella “Suburra” italiana
Arriva in sala e in contemporanea negli Usa e America Latina il film di…


