Addio Irma la dolce. È morta a Parigi Anna Maria Ferrero

È scomparsa a 84 anni Anna Maria Ferrero, celebre interprete degli anni Cinquanta. Diretta da Lizzani, Bolognini, Monicelli, Antonioni e Maselli, è stata anche interprete teatrale. Al sodalizio artistico (e sentimentale) con Vittorio Gassman deve l’indimenticabile ruolo di “Irma la dolce”. L’addio alle scene, nel ’64, dopo il matrimonio con l’attore francese Jean Sorel, conosciuto sul set di Lizzani, “L’oro di Roma”…

Jean Sorel e Anna Maria Ferrero

 

È morta a Parigi, il 21 maggio, all’età di 84 anni l’attrice Anna Maria Ferrero. Ad annuncialo è il marito Jean Sorel, con cui era sposata dal ’62. Dopo il matrimonio decise di abbandonare la carriera cinematografica: la sua ultima interpretazione è stata accanto a Nino Manfredi in un episodio del film Controsesso (1964).

Nata a Roma il 18 febbraio 1934 da una famiglia benestante, Anna Maria Guerra comincia giovanissima col cinema quando, quindicenne, viene notata per strada da Claudio Gora che la vuole nel suo film d’esordio, dal romanzo di Giuseppe Berto, Il cielo è rosso (1950). È a partire da lì, nel ruolo di una ragazza malata di tubercolosi e consumata da un amore infelice, che Anna Maria – assunto il nome d’arte di Ferrero – diventò una delle più popolari “ingenue” del cinema dei Cinquanta.

Eccola dunque nei ruoi che caratterizzarono la sua carriera: aspirante suicida in Domani è un altro giorno (1951) di Léonide Moguy; protagonista per la prima volta ma sempre vittima in Le due verità (1951) di Antonio Leonviola; così come in Febbre di vivere (1953) di Gora dove la vediamo vessata da un teppista. E ancora fidanzata infelice nell’episodio de I vinti (1953) di Michelangelo Antonioni; servetta in Cronache di poveri amanti (1954) di Carlo Lizzani.

Neanche nelle commedie i suoi ruoli cambiano: in Totò e Carolina (1955), il celebre film di Mario Monicelli tra i più censurati della storia del nostro cinena, Anna Maria Ferrero è nei panni della ragazza di paese che non vuole tornare a casa e medita il suicidio perché incinta.

Degli stessi anni è l’incontro, fondamentale, con Vittorio Gassman a cui l’attrice, diciassettenne, si lega anche sentimentalmente. A lui deve il debutto in teatro: è stata Ofelia in Amleto (1954) e Desdemona in Otello (1957) e, soprattutto, il suo ruolo di maggior successo, Irma la dolce, nel musical di Breffort-Monnot di cui lo stesso Gassman cura la regia, nel ’58. Finito il sodalizio artistico e sentimentale col grande interprete, Anna Maria Ferrero torna al cinema per un ultimo exploit.

È la prostituta ne La notte brava (1959) di Mauro Bolognini da I ragazzi di vita di Pasolini; è la borghese di provincia ne I delfini (1960) di Citto Maselli. E ancora con Lizzani è la figlia di un commissario, vittima di uno stupro, ne Il gobbo (1960) e la ragazza ebrea nel film “galeotto” L’oro di Roma (1961): proprio su quel set l’attrice incontra il futuro marito Jean Sorel. La decisione di abbandonare le scene seguirà qualche anno dopo il matrimonio.