Annie Ernaux alle Giornate degli Autori 2025. Bookciak, Azione! protagonista con le nuove giurate Antonietta De Lillo, Laura Luchetti e Silvia Scola
La premio Nobel per la letteratura Annie Ernaux ospite speciale delle Giornate degli Autori 2025. E protagonista del nuovo film di Claire Simon. Letterario è anche l’italiano “La Gioia”di Nicolangelo Gelormini, come il nuovo film di Giuseppe Piccioni, “Zvanì”, dedicato a Giovanni Pascoli. Mentre Bookciak Azione! si rinnova per l’edizione XIV con la nuova giuria composta da Antonietta De Lillo, Laura Luchetti e Silvia Scola e da tradizionale evento di pre-apertura di sposta in chiusura delle Giornate con premiazione picnic …

“Uno sguardo giovane, senza compromessi sul futuro; il desiderio di raccontare in pochissimi minuti temi profondi, importanti. Mi ha molto colpito l’impegno nella ricerca di un racconto fedele al testo di ispirazione, ma allo stesso tempo molto molto personale”. Così Laura Luchetti, giurata di Bookciak, Azione! 2025 a margine della conferenza stampa de Le Giornate degli Autori (dal 27 agosto al 6 settembre), sezione parallela e indipendente del Festival di Venezia (promossa da ANAC e 100Autori), dove il nostro concorso cine-letterario è protagonista anche quest’anno, con diverse novità.
Intanto una giuria completamente rinnovata e tutta al femminile con Antonietta De Lillo, Laura Luchetti e Silvia Scola in una sorta di passaggio di testimone di famiglia: è stato proprio suo padre, Ettore Scola, insieme a Citto Maselli ed Ugo Gregoretti, a tenere a battesimo Bookciak, Azione! alla sua nascita nel 2012. Ed è Silvia a sottolineare lo spirito di ricerca che muove il concorso da sempre, insieme alla scelta di raccontare le tensioni del contemporaneo. Come nel caso di questa XIV edizione in cui il tema “Scappo dalla città” in chiave ambientalista, “di fronte alle guerre e agli orrori del presente, trova anche una diversa accezione”.
Al già annunciato Bookciak al miglior film da opera letteraria, nuovo premio collaterale della 82esima Mostra e nuovo nato della nostra scuderia, si aggiunge anche una nuova collocazione per Bookciak, Azione!: non più tradizionale evento di pre-apertura delle Giornate degli Autori, ma in chiusura con un doppio appuntamento. Nel pomeriggio del 5 settembre proiezione in sala Laguna dei corti vincitori. Il 6 mattina premiazione-picnic a “La villa” insieme ai filmmaker, le giurate, gli scrittori ai cui libri (a loro volta vincitori di Bookciak Legge 2025) sono ispirati i bookciak premiati: Marco Petrella (Si muove la città), Cesare Pomarici (Il liceo magico), Andrea Longega (Istà) e Lorenzo Chiabrera (sezione Memory Ciak con La seconda vita di Astolfo Barchiera). Un momento di festa e convivialità vista mare in collaborazione con gli amici del Sindacato giornalisti cinematografici (SNGCI), da sempre partner del premio.
Ricca di qualità è sicuramente questa edizione XXII delle Giornate degli Autori dedicata alla “memoria collettiva e alla verità individuale”. Per chi come noi, segue prima di tutto il filo rosso cineletterario, la grande sorpresa è la presenza della premio Nobel per la letteratura, la francese Annie Ernaux, tanto amata ache dal cinema e che al racconto collettivo attraverso il privato ha dedicato l’intera sua opera. È l’acclamata autrice di cinema del reale Claire Simon a regalarci il ritratto della scrittrice con Écrire la vie – Annie Ernaux racontée par des lycéennes et des lycéens (nella foto) che, come recita il titolo, affida alla lettura dei suoi libri da parte degli studenti, il racconto della sua vita.
Dal teatro arriva direttamente La Gioia di Nicolangelo Gelormini, in selezione ufficiale. Il film è tratto dall’opera teatrale Se non sporca il mio pavimento di Giuliano Scarpinato e Gioia Salvatori. Alla base un fatto di cronaca nera: l’omicidio di una professoressa da parte di uno studente nel 2016. Nel film, Gioia, insegnante di liceo, si innamora di Alessio, studente che si prostituisce per aiutare la madre; tra i due nasce un legame proibito. Gelormini, regista di uno degli episodi de L’arte della gioia, ritrova Valeria Golino affiancata nel cast da Jasmine Trinca, Saul Nanni e Francesco Colella.

Amata (in foto) nelle Notti Veneziane, poi, porta la firma della scrittrice Ilaria Bernardini alla sceneggiatura e quella di Elisa Amoruso alla regia. È il racconto della maternità fuori dai canoni, attraverso due vite che si sfiorano senza incrociarsi: quella di Nunzia, studentessa oppressa da una gravidanza segreta e indesiderata, e quella di Maddalena che desidera la maternità non riuscendo però a concepire. Nel cast Miriam Leone, Tesla Insolia e Stefano Accorsi.
Altro spunto letterario è nel programma di Isola Edipo (diretta da Silvia Jop) che, con l’intento di guidare alla cittadinanza, presenta il nuovo film di Giuseppe Piccioni, Zvanì – il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli, dedicato al poeta de Il fanciullino. Attori e attrici molto conosciuti come Benedetta Porcaroli, Riccardo Scamarcio, Margherita Buy e Federico Cesari, sono gli interpreti del film che in autunno arriverà in televisione.
Tra memoria collettiva e individuale, appunto, prosegue la selezione curata da Gaia Furrer, direttrice artistica delle Giornate. Last Night I Conquered The City Of Thebes dello spagnolo Gabriel Azorín. Un unico luogo, una sovrapposizione di epoche, dalla contemporaneità all’antica Roma, in cui gli argomenti delle conversazioni non cambiano.
Memory of Princess Mumbi del keniota Damien Hauser, innovativo non solo per lo stile eclettico che mescola fantascienza, falso documentario e riflessione sull’impatto dell’intelligenza artificiale nell’arte, ma anche perché porta l’Africa al centro della Mostra.
Past Future Continuous di Firouzeh Khosrovani (di cui ricordiamo il pluripremiato Radiograph of a Family) e Inside Amir di Amir Azizi portano invece in scena l’Iran, il primo raccontando di una donna in grado di osservare i propri genitori dagli Stati Uniti attraverso una precaria connessione a videocamere installate nella casa a Teheran; il secondo attraverso un inno d’amore alla capitale iraniana, scaturito dalla consapevolezza di rischiare di non poter tornare mai più.
L’amore per un paese e la sua storia è anche il centro A sad and beautiful world di Cyril Aris, regista libanese che racconta tre decenni del Libano attraverso le vicissitudini di una coppia, prima insieme, poi separata, poi ricongiunta dal destino.
Vainilla è il debutto alla regia di Mayra Hermosillo, attrice messicana che mette in scena una numerosa famiglia in cui sette donne si confrontano ogni giorno con la vita. Lo sguardo della bambina protagonista è quello della regista, che osserva e interpreta il mondo con gli occhi dell’infanzia.
Il punto di vista di una bambina è anche quello al centro di Memory, dell’ucraina Vladena Sandu, che sprofonda nei ricordi della propria infanzia, ma che attraverso di essa racconta la storia di un paese, legando indissolubilmente pubblico e privato. La guerra è anche presente in Short summer, ma la regista russa Nastia Korkia la lascia ai margini, mostrando comunque quanto essa si insinui nel quotidiano.
L’ultima opera in concorso è Bearcave, che porta la Grecia nella competizione: Stergios Dinopoulos e Krysianna Papadakis raccontano una storia d’amore queer, un sentimento silenzioso tra due donne che dovrebbero sottostare alle aspettative sociali e patriarcali.
Chiude il concorso Come ti muovi sbagli, piacevole ritorno di Gianni Di Gregorio in cui la pacifica vita di un professore universitario in pensione è sconvolta dall’arrivo della figlia (Greta Scarano) con problemi coniugali. Un modo per riflettere sull’amore e su quanto valga la pena viverlo fino in fondo. Italiano è anche Il quieto vivere di Gianluca Mattarese, nella sezione Eventi Speciali, che mette al centro el racconto una famiglia disfunzionale, i cui litigi costellano tutto il film, catalizzati dalla figura di Luisa, ossessionata dall’odio per la cognata Imma.
Da segnalare, ancora, nelle Notti Veneziane (tutti italiani come da tradizione) tre titoli in particolare caratterizzati da storie personali emblematiche: Una cosa vicina, lungometraggio d’animazione di Loris G. Nese in cui mette in scena la sua presa di coscienza circa l’identità del padre, camorrista assassinato; Toni mio padre di Anna Negri che ripercorrendo gli ultimi anni di vita dell’intellettuale che ha segnato, tra gli altri, la nostra storia politica degli anni di piombo, ne restituisce un ritratto intimo e a tratti durissimo; Confiteor. Come scoprii che non avrei fatto la rivoluzione di Bonifacio Angius, ultimo segmento della sua opera cinematografica in cui attraverso l’ironia tratta temi esistenziali come il lutto.
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