La cosa peggiore non è la violenza dei malvagi, ma il silenzio dei buoni. Ken Loach a Cannes magnifico 90enne

“La cosa peggiore non è la violenza dei malvagi, ma il silenzio dei buoni”. È un magnifico novantenne (li compie il 17 giugno), il Ken Loach che ti aspetti a citare Martin Luther King al festival di Cannes, dove ha presentato un suo capolavoro passato: Terra e Libertà insieme al suo sceneggiatore Paul Laverty, tra i giurati del festival.
Dopo l’omaggio del pubblico, che l’ha accolto con una standing ovation, Loach ha anche commentato le parole dette al “Festival del Cinema di Berlino, dal mio buon amico Wim Wenders secondo cui il cinema dovrebbe essere al di sopra della politica. Devo dire che non sono d’accordo” ha spiegato.
Quando assistiamo “allo sfruttamento, l’oppressione, la ricchezza senza limiti e la povertà disperata, guerre e crimini di guerra, e, diciamolo chiaramente, il genocidio di Israele contro i palestinesi, non possiamo stare in silenzio e non ci staremo”.
Loach alla fine ha anche citato Paul Robeson, l’attore e cantante afroamericano, attivista dei diritti civili, secondo cui “gli artisti sono i i custodi della verità, le voci radicali della civiltà ed è nostro compito esserlo… non è un brutto lavoro”.
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