“Non userete la morte di Hind Rajab per i vostri bei discorsi sulla pace”. Kaouther Ben Hania rifiuta il premio alla Berlinale
Ecco integrale il discorso con cui Kaouther Ben Hania, la regista tunisina de La voce di Hind Rajab ha rifliutato alla Berlinale un premio collaterale assegnatole nell’ambito di “Cinema for Peace”. Nella stessa manifestazione era stato premiato il generale israeliano, Noam Tibon, presente nel doc sul 7 ottobre (The Road Between Us). Dopo la mancata presa di posizione contro il genocidio a Gaza del presidente Wim Wenders, dopo l’abbandono del festival per protesta della scrittrice Arundhati Roy, la Berlinale 2026 si guadagna “l’Orso nero” della complicità …

“La voce di Hind Rajab non riguarda solo una bambina. Quello che è successo a Hind Rajab non è un caso isolato ma fa parte di un genocidio. E stasera a Berlino ci sono persone che hanno fornito una copertura politica a quel genocidio, denominando come “autodifesa” e “circostanze complesse” l’uccisione di massa di civili e denigrando coloro che protestano.
L’esercito israeliano ha ucciso Hind Rajab, ha ucciso la sua famiglia, ha ucciso i due paramedici che sono venuti a salvarla con la complicità del governo e delle istituzioni più potenti del mondo. Mi rifiuto di lasciare che la loro morte diventi il miglior argomento per un discorso educato sulla pace.
Non finché l’ establishment che ha permesso tutto questo rimarrà intatto. Quindi stasera non porterò a casa questo premio. Lo lascerò qui come promemoria. E quando la pace sarà perseguita come obbligo legale e morale radicato nella responsabilità per il genocidio, allora tornerò e lo accetterò con gioia”.
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