Dracula che passione (costosa)!

Secondo appuntamento con la rubrica dedicata ai classici della letteratura diventati dei classici del cinema. È la volta del principe dei vampiri nato dalla penna di Bram Stoker. Ma i diritti erano così cari che Murnau lo “piratò”…

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Il vampiro è stato oggetto di studi e ricerche già a partire dalla metà del 1700. Il primo a parlarne fu il religioso benedettino Agostino Calmet che nel 1746 scrisse Traité sur les apparitions des anges, des démons et des esprits et sur les revenants, et vampires de Hongrie, de Bohème, de Moravie et de Silésie sostenendo che nelle nazioni dell’est Europa il fenomeno del “vampirismo” fosse particolarmente diffuso a causa dell’alimentazione malsana.

Nel 1800 il fenomeno iniziò a contagiare la letteratura: nel 1819 uscì Il vampiro di John William Polidori, nel 1872 venne pubblicato Carmilla di Joseph Sheridan Le Fanu che ispirarono il film Vampyr – Il vampiro (1932) di Carl Theodor Dreyer, ma il “vampiro per eccellenza” è, e rimarrà sempre, Dracula, protagonista dell’omonimo romanzo scritto da Bram Stoker nel 1897.

Nato a Dublino l’8 novembre 1847 e morto a Londra il 20 aprile 1912, Abraham Stoker per tutti “Bram”, in giovane età lavorò come ispettore per le cosiddette “Petty session”, tribunali locali che deliberavano su reati minori. Quindi conobbe a teatro l’attore Henry Irving e ne divenne l’assistente personale ed infine responsabile economico del Lyceum Theatre di Londra, ma la sua notorietà è legata a Dracula, uno degli ultimi romanzi gotici.

In parte ispirato alla figura di Vlad III di Valacchia, noto anche come Vlad Tepes (Vlad l’impalatore), Dracula è un romanzo epistolare che narra, attraverso diari, messaggi e telegrammi, le vicende del Conte vampiro.

Il giovane avvocato Jonathan Harker si reca in Transilvania per curare l’acquisto di una abitazione a Londra, fatto da un nobile transilvano, il Conte Dracula, appunto, ma rimane prigioniero nel castello del Conte proprio mentre quest’ultimo parte, via mare, alla volta di Londra.

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Nella capitale inglese la presenza del vampiro lascia subito il segno. Alcuni bambini vengono assaliti, la giovane Lucy Westenra muore dopo una lunga agonia assistita dal fidanzato Arthur Holmwood e dagli amici Quincey Morris e dal dottor Seward. Simile è il caso di Renfield, uno psicopatico in cura dallo stesso dottor Seward. Dracula prova ad insinuare anche Mina, la giovane fidanzata di John Harker.

Sarà solo grazie all’intervento del dottor Van Helsing che il vampiro verrà ucciso con un paletto di frassino inflitto nel cuore e poi decapitato.

Il cinema non poteva rimane insensibile a tale romanzo. Il primo fu un adattamento “pirata” poiché il grande regista tedesco Friedrich Wilhelm Murnau non riuscì a pagare i diritti per il suo Nosferatu (1922) e venne pertanto costretto a cambiare nomi e luoghi (il conte Dracula diventò il conte Orlok). Riuscì invece a pagarli la Universal che investì quattrocentomila dollari per la realizzazione del primo Dracula sul grande schermo nel 1931. La regia venne affidata a Tod Browning, già collaboratore di David Wark Griffith e maestro della suspense nel periodo del muto con Lon Chaney.

Proprio Chaney, mago del travestimento al punto di essere ribattezzato “L’uomo dai mille volti”, avrebbe dovuto interpretare il Conte Dracula, ma un tumore alla gola lo spense il 26 agosto 1930. Dopo aver preso in considerazione John Griffith Wray, Conrad Veidt, Paul Muni, Ian Keith e William Leonard Courtney, la scelta per ricoprire il ruolo del protagonista cadde su Bela Lugosi attore ungherese che aveva già lavorato con Browning nel film The Thirteenth Chair (1929) e soprattutto stava recitando in quei mesi nell’adattamento teatrale di Dracula curato da Hamilton Deane e John L. Balderston. Ma Lugosi non fu importante solo in quanto attore protagonista. Pare infatti che, grazie alle sue arti seduttive, riuscì a strappare uno sconto significativo sui diritti del romanzo pretesi dalla moglie di Bram Stoker, unica erede. La richiesta passò dai duecentomila dollari iniziali a quarantamila, dopo una fitta corrispondenza tra Lugosi e la signora Stoker.

Esiste più di una differenza tra il libro e il film, anche perché la pellicola fu prevalentemente ispirata alla versione teatrale, ma la classe e l’eleganza di Lugosi, unite al suo autentico accento dell’est, consegnano il lungometraggio all’immaginario collettivo rendendo famoso il personaggio di Dracula e rilanciando le pellicole “fantastiche”, che divennero un marchio in casa Universal. Dracula1st

Dracula e i vampiri continuarono ad ispirare scrittori e registi, ma con Dracula il vampiro (1958) di Terence Fisher si raggiunse un nuovo livello. Più fedele allo spirito del romanzo, il film della Hammer aggiunse un nuovo importantissimo dettaglio al “vampiro moderno”, ovvero i canini che il grande Christopher Lee sfoggiava con inquietante perversità. Cambiò anche l’abbigliamento rispetto a Lugosi: se l’attore ungherese indossava una elegante camicia bianca, Lee è tutto vestito di nero e indossa un mantello che meglio si adatta alla trasformazione in pipistrello. Il film fu un successo di pubblico, ma la Hammer aspettò sette anni prima di far uscire il seguito.

Parte da un naufragio, invece, il Dracula (1979) di John Badham in cui il conte, interpretato da Frank Langella, diventa un seduttore dal grande fascino. Una interessante rilettura del personaggio creato da Stoker in cui il protagonista si prende gioco della convenzioni sociali e combatte i tabù puritani.

Innovativa anche la rilettura che fece Francis Ford Coppola nel suo Dracula di Bram Stoker (1992) che parte dal Medioevo e dal Principe Vlad per arrivare alla Londra di fine ‘800. Un percorso che dà a Dracula un’epicità non presente nelle altre pellicole.

Come era capitato per il Dracula di Tod Browning, anche in questo caso la ricerca dell’attore protagonista non fu semplice. Il regista contattò Daniel Day-Lewis, Alec Baldwin, Christian Slater, Hugh Grant, Rupert Everett, Ray Liotta, Kyle MacLachlan, Alan Rickman, Nicolas Cage, Keanu Reeves per poi scegliere Gary Oldman, inquietante nelle vesti del vecchio Conte nel suo castello, seducente per le vie di Londra. Il cast fu arricchito da Winona Ryder (Mina), Anthony Hopkins (Abraham Van Helsing), Keanu Reeves (Jonathan Harker), Monica Bellucci (una delle tre mogli di Dracula).

La pellicola si aggiudicò tre Premi Oscar (Costumi, Trucco, Montaggio sonoro). Intelligente il tema del “cinema nel cinema” con Mina che porta Dracula a vedere un film.

Oggi Dracula continua ad ispirare cartoni animati, libri, fumetti, spettacoli teatrali e decine di film; porta turisti in Romania, una taverna ha nel menù la cena di Jonathan Harker così come descritta da Stoker ed esiste un concorso intitolato “Miss Dracula”… povero Stoker.

Tornando al cinema, Bela Lugosi e Christopher Lee saranno per tutti, e probabilmente per sempre, Dracula; un aspetto del libro, tuttavia, viene quasi nascosto nei film citati (e non solo). Nel 1897, data di uscita del romanzo, il potere dell’Impero Britannico è al culmine, l’Inghilterra vittoriana è un insieme di contraddizioni, dalle colonie sparse per il pianeta a Jack lo squartatore, dagli abiti eleganti al consumo di oppio, passando per la diffusione della sifilide. Stoker, non sappiamo quanto volontariamente, mette il dito nella piaga. Dracula è lo straniero che vuole sconvolgere l’ordine della società britannica, non si adegua alle regole precostituite e per questo è perseguitato dai personaggi maschili che difendono quell’ordine. Al contrario le figure femminili – Mina e Lucy – si lasciano sedurre dal “diverso”. Sarà un caso?

Marco Ravera

Ama il cinema, la politica, i libri, il tennis e Dylan Dog

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