Ugo Pirro e l’annata 1920. Omaggio delle Giornate degli Autori al grande sceneggiatore

Nell’anno dei grandi centenari di Fellini e Sordi, rischiano di passare in sordina tutti gli altri che invece meritano il giusto riconoscimento. Tra questi Tonino Guerra, Franca Valeri e Gianni Rodari, ma anche Ugo Pirro. A Venezia 77 saranno le Giornate degli Autori a tributare il meritato ricordo al grande sceneggiatore.

Le Giornate della Mostra di quest’anno saranno infatti dedicate a lui. La proposta è partita dall’Anac, storica associazione degli autori cinematografici di cui Pirro è stato uno dei fondatori, ed è stata subito accolta da tutte le istituzioni che animano la sezione indipendente del Festival.

Pirro è stato un nome fondamentale nella storia del nostro cinema, come sceneggiatore ha dato vita sulla carta ad alcuni dei film più importanti della storia del cinema italiano, da Roma città aperta – di cui raccontò la genesi in un libro di culto, Celluloide, poi divenuto un film per la regia di Carlo Lizzani – a Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospettoIl giardino dei Finzi-Contini, questi ultimi entrambi premio Oscar al miglior film straniero e nominati alla miglior sceneggiatura.

Come in tutti gli sceneggiatori, era forte in lui il senso di commistione tra letteratura e cinema. La scrittura per lo schermo è certo diversa da quella per il romanzo, ma sempre di scrittura si tratta e dunque è impossibile non trovare un comune denominatore.

Per Petri, con cui collaborò a più riprese, scrisse poi l’adattamento da Sciascia di A ciascuno il suo nel 1967 e sempre dallo scrittore siciliano sceneggiò, l’anno successivo, Il giorno della civetta. Sciascia apprezzò il suo lavoro, meno bene andò con Bassani che, per il già citato Giardino dei Finzi-Contini, si arrabbiò molto e chiese che il proprio nome venisse cancellato.

Le Giornate degli Autori festeggeranno Pirro con un incontro, tra gli ospiti molti attori, registi, produttori e il presidente delle Giornate Andrea Purgatori.