Dall’eroina degli scacchi agli States dei nuovi nomadi. I migliori adattamenti del 2020

Bilanci di fine anno con le tradizionali classifiche del meglio di. Per noi di Bookciak Magazine si tratta del meglio degli adattamenti, anzi i 10 migliori titoli del 2020, tra film e serie tv, ispirati da romanzi, pièce, graphic novel. Tra i più votati dalla nostra redazione il Leone d’oro di Venezia 77, Nomadland e la serie Netflix, La regina degli scacchi, ma figurano anche titoli meno noti come la serie Tales From the Loop o il film di Kaufman, Sto pensando di finirla qui.  E c’è anche una mezione speciale per la miniserie americana “I Know This Much Is True”, dal romanzo di Wally Lamb, segnalata da Wilma Labate…

Le classifiche sono sempre arbitrarie, lasciano il tempo che trovano e, soprattutto, lasciano fuori opere che meritano sicuramente di essere viste (o lette in questo caso). Però, nel tempo, sono anche diventate una sorta di sport internazionale, soprattutto sulla rete, che diverte e magari serve anche a ricordare titoli altrimenti abbandonati nel dimenticatoio.

Noi di Bookciak, quindi, non saremo da meno nella stesura dei “10 migliori titoli del 2020”. Con una ovvia differenza, però: la nostra selezione riguarda solo gli adattamenti da opere letterarie. O meglio, film o serie tv e tratte da romanzi, graphic novel, pièce, o comunque colme di letteratura.

Quindi buona lettura (o visione)…

1) Nomadland il Leone d’oro 2020 di Chloé Zhao, dall’omonimo libro-inchiesta della giornalista Jessica Bruder con l’immensa Frances McDormand nei panni di una “senza casa” on the road, tra i nuovi (veri) nomadi forzati degli States. Una fotografia a cuore aperto del Titanic-America che affonda disseminando nuove povertà, soprattutto tra gli anziani. Ma anche una riflessione su un possibile futuro da ritrovare, ripartendo dalla solidarietà e dal rispetto del pianeta che ci ospita. (scelto da Stefano Bocconetti, Tobia Cimini, Gino Delledonne, Gabriella Gallozzi, Carlo Gnetti, Enzo Lavagnini, Teresa Marchesi, Elisabetta Pandimiglio, Orso Tosco, Alba Solaro).

2) La regina degli scacchi è la serie Netflix ispirata all’eroina del romanzo breve di Walter Tevis (Mondadori), la ragazza-prodigio Beth Harmon, campionessa mondiale di quello sport tutto cervello, fino allora prerogativa dell’universo maschile. Ma non è la fiaba di Cenerentola, non ci sono fate né principi, solo conflitto e competizione e dipendenza, dai tranquillanti propinati a manetta in orfanatrofio e dall’alcool ereditato dalla mamma adottiva. La conquista del trono è lastricata di perdite. (scelto da Rossella Battisti, Carla Chelo, Ghisi Grütter, Teresa Marchesi, Renato Pallavicini, Marina Pertile, Alba Solaro, Bruno Ugolini)

3) Unorthodox serie Netflix dal libro autobiografico del 2012 di Deborah Feldman, pubblicato in Italia col titolo “Ex ortodossa. Il rifiuto scandaloso delle mie radici chassidiche” (Abendstern edizioni). La storia vera di una ragazza che vive “prigioniera” della comunità ebraica più integralista di New York, dove le donne non possono neanche studiare, ma solo mettere al mondo pargoli. Fotunatamente Ester riuscirà a prendere un volo per Berlino. (scelto daToni De Marchi, Gabriella Gallozzi, Carlo Gnetti, Ghisi Grütter, Ernesto Perez, Wilma Labate, Chiara Molinari)

4) Assandira nuovo film letterario di Salvatore Mereu con Gavino Ledda protagonista. Ispirato da un altro grande narratore della cultura arcaica sarda, il poeta e antropologo Giulio Angioni il film è un giallo identitario che, a partire dallo sfruttamento del territorio da parte dei turisti in cerca di folklore, riflette sul nostro rapporto con la natura e la consapevolezza che il pianeta non è esclusività del genere umano. (scelto da Emanuele Bucci, Andrea Corrado, Gino Delledonne, Gabriella Gallozzi, Wilma Labate)

5) The Midnight Sky nuovo ritorno alla regia di George Clooney (per Netflix) ispirato al libro rivelazione dell’americana Lily Brooks-Dalton, La distanza tra le stelle (Nord, 2017). Uno scienziato nel 2049 è testimone di una generazione che ha lavorato per dare un futuro all’umanità, ma troppo in ritardo. L’ambientalismo è già sconfitto all’inizio del film. Nessuna pretesa di competere con la sci-fi spettacolare di tanto cinema. La sua è un’avventura sì, ma umana, solitaria, dolente e oscura. (scelto da Stefano Bocconetti, Wilma Labate, Renato Pallavicini, Lorenzo Scheggi Merlini, Gabriele Trama)

6) L’Alligatore mini serie Fandango-Rai con la supervisione artistica di Daniele Vicari. È la prima volta in tv del celebre detective senza licenza, nato nel ’95 dalla penna di Massimo Carlotto (qui coinvolto nella sceneggiatura). Un western padano a ritmo di blues, irregolare in tutto come il suo stesso protagonista (col volto di Matteo Martari). Una bella boccata d’aria nuova non solo per la fiction Rai. (scelto da Gabriella Gallozzi, Wilma Labate, Renato Pallavicini, Gabriele Trama)

7)Tales From the Loop  è la serie tv (Amazon Prime) ideata da Nathaniel Halpern e tratta da «The Loop» di Simon Stålenhag, un libro di illustrazioni. Praticamente non ci sono testi ma solo figure che risvegliano suggestioni e suggeriscono storie da scrivere e da far muovere. Registi diversi e storie autonome, comunque collegate dai personaggi che attraversano un tempo futuro alla ricerca del proprio passato. Da vedere e rivedere a ciclo continuo, come un Loop. (scelto da Stefano Bocconetti, Toni De Marchi, Renato Pallavicini, Alba Solaro)

8)Sto pensando di finirla qui è l’ultima prova da regista (per Netflix) del geniale (e molto molto intellettuale) sceneggiatore newyorkese Charlie Kaufman. Adattamento dell’omonimo romanzo del canadese Iain Reid, tradotto in decine di lingue e in Italia edito da Rizzoli (2020). Il viaggio attraverso paesaggi innevati di due fidanzati in visita dai genitori di lui, ci apre la strada verso una dimensione imprevista, quella dell’illusione, in cui viene meno qualsiasi parametro di realtà. In perfetto stile Kaufman. (scelto da Gianluca Arcopinto, Renato Pallavicini, Alba Solaro)

9)One Night in Miami di Regina King dall’omonimo testo teatrale di Kemp Powers. Nella camera di un motel per gente di colore, la serata di festeggiamenti per il titolo conquistato da Clay nel 1964 si trasforma nello scontro tra le diverse personalità del gruppo: Malcolm X, Sam Cooke e Jim Brown a cui è legata la storia dei diritti civili. Di ieri ma ancor di più di oggi. (scelto da Andrea Corrado, Stefano Bocconetti, Gino Delledonne)

10) The Haunting of Bly Manor, la serie creata da Mike Flanagan riscrive Il giro di vite di Henry James: dopo il capolavoro Suspence di Jack Clayton del ’61, e altri numerosi epigoni, qui la novella viene reinstallata nel contemporaneo. Una donna, una casa stregata, due bambini soli: gli elementi sono quelli di sempre ma la stratificazione dei flashback è post-moderna, la storia passa dalla prospettiva dei vivi a quella dei fantasmi. C’è tutto l’estro di Flanagan per il fuoricampo, il secondo livello di lettura, l’orrore nascosto dentro l’inquadratura. (scelto da Toni De Marchi, Emanuele Di Nicola)…


Gino Santini

redattore


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