David 2021 da “Assandira” a “Le sorelle Macaluso”. Tutte le cinquine cine-letterarie e Ligabue in testa



“In 66 anni di storia del David, solo due volte una donna ha vinto per il miglior film e mai per la regia”, sottolinea con orgoglio Piera Detassis annunciando la doppia candidatura di Emma Dante con Le Sorelle Macaluso (insieme a Susanna Nicchiarelli in lizza con Miss Marx), a sdoganare così una tradizione che vede l’ambita doppietta da sempre preclusa al femminile.

Già approdata al Lido lo scorso settembre e premiata col Pasinetti 2020, la decadente parabola generazionale della drammaturga siciliana (tratta dalla sua omonima pièce teatrale del 2014) si aggiudica ben altre quattro candidature: costumi, fotografia, trucco e acconciatura. Un bel poker per questo dramma gioioso fatto di sole donne, che battezza il ritorno della regista sul grande schermo dopo il lontano Via Castellana Bandiera nel 2013.

Incetta di soddisfazioni anche per Lacci (2020) di Daniele Lucchetti dall’omonimo romanzo di Domenico Starnone (Einaudi, 2014), racconto di nevrosi e fughe e di vincoli indivisibili, quelli dei sentimenti, che premia i talenti maturi di Silvio Orlando (miglior attore non protagonista) e Alba Rohrwacher (miglior attrice protagonista), insieme alla miglior sceneggiatura non originale di Lucchetti e Francesco Piccolo, al secondo esperimento di scrittura a quattro mani dopo Momenti di trascurabile felicità (2019).

Dopo la nomination agli Oscar della Pausini con Io sì (Seen), in corsa al Dolby Theatre come miglior canzone originale, la toccante pellicola di Edoardo Ponti La vita davanti a sé (2020) – film targato Netflix prodotto da Palomar e adattato dall’omonimo romanzo di Romain Gary (Neri Pozza, 2009) – viene premiata per la prova della grande Sophia Loren nel ruolo di protagonista, ex-prostituta ebrea sopravvissuta all’Olocausto. Una storia commovente di amore e tolleranza ad impreziosire la carriera stellare della diva nostrana, già omaggiata a febbraio con il prestigioso Nastro di platino. Un premio che è un unicum nella storia, ideato dal Sindacato Giornalisti Cinematografici appositamente per l’attrice de La Ciociara (1962).

Altri adattamenti cine-letterari figurano tra le cinquine: Assandira, nuova folgorante incursione nell’universo sardo di Salvatore Mereu con lo scrittore Gavino Ledda protagonista immerso nel mondo arcaico del poeta e antropologo Giulio Angioni (una sola candidatura per la sceneggiatura non originale). Lei mi parla ancora (2021) di Pupi Avati, lessico amoroso e familiare degli Sgarbi trasformato in nostalgico cinema dal memoir Lei mi parla ancora – Memorie edite e inedite di un farmacista di Giuseppe Sgarbi (Skira, 2016), candidato per la miglior sceneggiatura non originale e in corsa nella categoria migliore attore protagonista con Renato Pozzetto (nel ruolo di Nino accanto a Stefania Sandrelli); Sul Più bello (2020) il teen dramedy all’italiana di Alice Filippi, miglior regia esordiente dall’omonimo racconto di Eleonora Gaggero (Fabbri Editori, 2020) e, per finire, tra i miglior film stranieri, la satira dark Jojo Rabbit (2019) del neozelandese Taika Waititi, liberamente tratta dal fortunato romanzo di Christine Leunens Il cielo in gabbia (2004) e lo splendido Les misèrables di Ladj Ly che torna nei luoghi di Victor Hugo tra i “miserabili” delle banlieues parigine.

A guidare la corsa ai David è Volevo nascondermi, ritratto d’autore del pittore Ligabue firmato da Giorgio Diritti, in testa con 15 candidature. Lo seguono con 14 Hammamet di Gianni Amelio e con 13 Favolacce dei gemelli D’Innocenzo.