I magnifici dieci del 2023. Da Jonathan Glazer a Marco Bellocchio i film letterari più belli dell’anno
Bilanci di fine anno con annesse classifiche, come da tradizione. A noi bilanci e classifiche cinematografiche legate all’universo letterario, gli adattamenti soprattutto ma non solo. Per il nostro pubblico ecco un rapido excursus attraverso i migliori dieci film ispirati dalla letteratura, passati ai Festival o arrivati nelle nostre sale e sulle piattaforme nel 2023 …

La zona di interesse di Jonathan Glazer. Grand Prix du Jury a Cannes 2023, ma vera Palma d’oro del festival. Sconvolgente, raggelante, folgorante libero adattamento dell’omonimo romanzo del britannico Martin Amis (Einaudi) scomparso nella primavera del 2023. Il regista firma un ordigno esplosivo raccontando l’orrore di Auschwitz dall’altra parte del muro, dove vive in un “paradiso” la famigliola di Rudolf Höss, il capitano manager sterminatore. Nei nostri cinema dal prossimo 24 gennaio con I Wonder Pictures. Da non perdere.
Rapito di Marco Bellocchio. Passato in concorso a Cannes 2023 il film è dedicato al caso Mortara, il bimbo ebreo strappato alla sua famiglia da papa Pio IX nel 1858. Liberamente ispirato al libro di Daniele Scalise (Un posto sotto questo cielo) il film riflette e mette in guardia dai poteri assoluti. Lèggi religione, integralismi ed ogni forma di assolutismo, così nuovamente in voga in questi nostri tempi bui di sovranismi e restaurazioni.
Povere creature! di Yorgos Lanthimos. Leone d’oro a Venezia 2023 è la storia di una Frankenstein femminile, tratta dal romanzo dello scozzese Alasdair Gray. Bella, la protagonista col volto della bravissima Emma Stone, è soprattutto un’adulta-bambina, con la fretta di rimettere in paro l’età cerebrale con quella fisica. Un romanzo di formazione ironico e surreale, che passa attraverso il sesso e la letteratura come fonti di emancipazione.
Tante facce nella memoria di Francesca Comencini. Tratto liberamente dal libro di testimonianze di Alessandro Portelli (“L’ordine è già stato eseguito. Roma, le Fosse Ardeatine, la memoria”, Donzelli) uno splendido documentario che segue la messa in scena a teatro per render viva la memoria sulla strage nazi-fascista delle Fosse Ardeatine. il racconto è affidato a sei donne: tre partigiane, due figlie e una vedova di quei 335 uomini trucidati per vendetta. Vendetta che un mondo smemorato anche oggi, in questi giorni, ripete non lontano da noi.
A passo d’uomo di Denis Imbert. Ispirato al romanzo Sentieri neri (Sellerio, 2018) dello scrittore-viaggiatore francese Sylvain Tesson. Con Jean Dujardin nei panni del protagonista scrittore, il cammino compiuto a piedi attraverso la Francia (circa 1.200 chilometri) più segreta e rurale per riparare il suo “corpo spezzato” dopo un incidente traumatico. Ma come tanta letteratura sul viaggio ha già raccontato (da Bruce Chatwin al nostro Gianni Celati) la cura non riguarda solo il corpo quanto lo spirito ferito.
Occupied City di Steve McQueen. Magnifico e fluviale documentario dell ’autore afro-anglosassone universalmente noto per 12 anni schiavo (che gli ha fruttato l’Oscar). Quattro ore di immagini del presente per raccontare il passato: l’occupazione nazista di Amsterdam e lo sterminio degli ebrei, senza neanche un filmato di repertorio. E alla base il libro-mappa di Bianca Stigter, militante della memoria e sua moglie olandese, regista di uno dei più bei film degli ultimi anni: Tre minuti.
The Caine Mutiny Court-Martial di William Friedkin. Passato fuori concorso a Venezia 80 il film testatamento del regista de Il braccio violento della legge scomparso ad agosto 2023. Dall’omonimo romanzo Premio Pulitzer di Herman Wouk, già portato più volte a teatro e al cinema da Edward Dmytryk nella storica versione con Humphrey Bogart, il film è ostinatamente coerente con tutto il suo cinema, ossia la sua indagine sull’esile confine tra il bene e il male, tra i buoni e i cattivi che non sono quasi mai eticamente in asse con la morale comune.
Orlando, la mia biografia politica di Paul B. Preciado. Omaggio-rilettura del capolavoro di Virginia Woolf a firma del filosofo, attivista e rappresentante di spicco del pensiero queer e degli studi di genere. Qui rappresenta i tanti Orlando che nel mondo vivono la violenza del pensiero binario. A cominciare dalla lotta sui documenti: il sesso con cui si nasce è automaticamente il genere ufficiale e cambiarlo diventa la battaglia primordiale per tutte le persone transessuali. Presentato alla Berlinale 2023 sarà prossimamente al cinema con Fandango.
Le procés Goldman di Cédric Kahn. Passato in apertura della Quinzaine des cinéastes, a Cannes 2023, il film è dedicato alla figura di Pierre Goldman, ebreo laico, intellettuale, militante di estrema sinistra, scrittore e ladro condannato all’ergastolo (in prima istanza) negli anni Settanta. Il suo libro, “Memorie oscure di un ebreo polacco nato in Francia” diventò un caso e il film, con rigore e passione, racconta il secondo processo nel quale fu accusato d’omicidio. Una storia ormai dimenticata ma che parla tanto del nostro presente.
Il ritorno di Casanova di Gabriele Salvatores. Liberamente tratto dall’omonimo capolavoro di Arthur Schnitzler è un affascinante gioco di specchi tra il libertino veneziano e un regista contemporaneo che non si rassegna alla vecchiaia. Con Servillo protagonista e un ottimo cast di fedelissimi di Salvatores.
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