Academy, nuove nomine: più donne, più pluralismo, più internazionali. E più cinema italiano, da Favino alla Comencini

Aria di (nuovi) cambiamenti per l’Academy of Motion Pictures Arts and Sciences (meglio nota come Academy), la storica associazione americana che assegna annualmente i premi Oscar: nominati 819 nuovi componenti dell’organizzazione, all’insegna di una maggior presenza di donne, esponenti di minoranze etniche e professionisti del cinema internazionale, tra cui quelli italiani.

I nuovi membri designati infatti sono per il 45% donne, per il 36% appartenenti a etnie sottorappresentate all’interno dell’Academy e per il 49% provenienti da altri stati. È l’ultimo atto di un processo che ha portato, negli ultimi cinque anni, a un raddoppio della rappresentanza femminile nell’associazione (da 1.446 nel 2015 a 3.179 nel 2020) e al triplicarsi dei membri appartenenti a gruppi etnici minoritari (da 554 a 1.787).

Nel frattempo, non per nulla, sono sorti fenomeni come il #MeToo e il Black Lives Matter che hanno investito e investono (anche) il cinema a stelle e strisce. Ma, per quanto riguarda l’Academy, la questione della rappresentanza era già stata posta con forza nel 2016, con la nascita di un altro movimento che, riunito sotto l’hashtag #OscarsSoWhite, aveva protestato per lo scarso pluralismo etnico delle nomine di quell’anno (e non solo), con i venti interpreti (per la seconda volta consecutiva) e quattro (su cinque) registi di estrazione caucasica.

Le ultime polemiche, nell’edizione 2020, avevano riguardato invece soprattutto le (mancate) nomination femminili, con nessuna donna candidata per la miglior regia e un solo lungometraggio diretto da una regista (Piccole donne di Greta Gerwing) tra i nove selezionati per il miglior film.

Qualcosa, tuttavia, pare stia mutando: già il rinnovo del Board of Governors (che stabilisce la visione strategica e controlla i conti dell’Academy) lo scorso 11 giugno, con l’ingresso, tra gli altri, dell’afroamericana Ava DuVernay a capo della sezione registi, aveva anticipato quale fosse la direzione delle nuove nomine. Dichiara al riguardo il responsabile Dawn Hudson: «Siamo molto orgogliosi dei passi fatti, superando i nostri iniziali obiettivi di inclusione stabiliti nel 2016, ma siamo consapevoli che la strada davanti a noi è lunga».

Non sembra un dato casuale nemmeno la cospicua percentuale di nuovi membri internazionali proprio nell’anno in cui il premio cinematografico più famoso al mondo ha incoronato per la prima volta una produzione estera non in lingua inglese (il sud-coreano Parasite di Bong Joon-ho) nella categoria miglior film, una svolta il cui retrogusto politico anti-trumpiano non è passato inosservato.

L’apertura dell’Academy al mondo fuori dagli States significa anche l’ingresso di diversi esponenti del nostro cinema nell’associazione, quindi nella compagine di coloro che assegneranno, dal 2021 (con la cerimonia, causa Covid, posticipata al 25 aprile e aperta ai film non usciti in sala), gli Oscar nelle rispettive categorie. Tra questi, le registe Cristina Comencini, Francesca Archibugi e Maria Sole Tognazzi, l’attore Pierfrancesco Favino e due direttori di festival internazionali come Alberto Barbera (Mostra del Cinema di Venezia) e Carlo Chatrian (Festival di Berlino).

Ci sono anche i montatori Francesca Calvelli (David e Nastro d’argento per Il traditore Vincere) e Roberto Perpignani (Palma d’oro per l’adattamento di Padre padrone e pluripremiato ai David, da ultimo per Cesare deve morire), i costumisti Nicoletta Ercole (David 2006 per La sconosciuta) e Massimo Cantini Parrini (tra i molti riconoscimenti, il David 2020 per il Pinocchio di Garrone).

Completano la rosa dei neo-membri italiani dell’Academy la truccatrice Esmè Sciaroni (La pazza gioia), i compositori Andrea Guerra (David per La finestra di fronte) e Lele Marchitelli (La grande bellezza), le scenografe Livia Borgognoni (La stoffa dei sogni) e Paola Comencini (pluripremiata nel 2006 per Romanzo criminale), le animatrici Emanuela Cozzi (ParaNorman, Il principe d’Egitto) e Giovanna Ferrari (I racconti di ParvanaLa canzone del mare), il tecnico del suono Adriano Di Lorenzo (Il traditore), il tecnico degli effetti digitali Luca Fascione (Anvengers: Endgame), l’ufficio stampa Claudia Tomassini e la produttrice Elda Ferri (La vita è bella, ma anche molti adattamenti come I viceréI giorni dell’abbandonoSostiene Pereira).

Tra gli attori nominati Cynthia Erivo (candidata all’Oscar 2020 per Harriet), la protagonista di The Farewell Awkwafina, Zazie Beetz (Joker), Florence Pugh (Piccole donne, ma anche Lady Macbeth), John David Washington (BlakklansmanMonsters and Men), Bobby Cannavale (The Irishman), Thomasin McKenzie (Jojo Rabbit) e molti interpreti di Parasite, come Choi Woo-Shik, Jang Hye-Jin e Jo Yeo-Jeong. Invitati ufficialmente a far parte dell’Academy anche registi come Ladj Ly (I miserabili, nominati anche gli sceneggiatori Alexis Manenti e Giordano Gederlini) e Lulu Wang (The Farewell).