David 2020: trionfa Bellocchio (finalmente) col “Traditore”. “Martin Eden” miglior adattamento

Martin Eden, trasposizione (diretta da Pietro Marcello, protagonista Luca Marinelli) del romanzo omonimo (1909) di Jack London, vince come miglior adattamento (col riconoscimento alla sceneggiatura non originale di Maurizio Braucci e del regista), ma il vero trionfatore di questa  65esima edizione dei David di Donatello (in onda l’8 maggio su Rai1 e in streaming su Rai Play) è Marco Bellocchio, il grande autore ottantenne che, finalmente, con Il traditore ottiene il meritato riconoscimento.

L’affresco sulle vicissitudini del mafioso e poi collaboratore di giustizia Tommaso Buscetta (interpretato da Pierfrancesco Favino) si aggiudica infatti le statuette più importanti, per un totale di sei: film, regia, attore protagonista, sceneggiatura originale (Ludovica Rampoldi, Valia Santella, Francesco Piccolo, Francesco La Licata), attore non protagonista (Luigi Lo Cascio) montaggio (Francesca Calvelli). Gli Oscar del cinema italiano offrono così il loro tributo a un grande autore e a un film capace di (ri)leggere con straordinaria forza la storia nazionale recente, con le sue gravi piaghe e contraddizioni irrisolte.

Altri premi, oltre a quello per Martin Eden, arrivano comunque sul fronte delle opere che mettono in relazione cinema e letteratura. 5 è il numero perfetto, noir partenopeo ed esordio alla regia di Igort (dal suo omonimo graphic novel) porta a casa il riconoscimento alla miglior attrice non protagonista Valeria Golino.

Il Pinocchio di Matteo Garrone, nonostante la delusione per le diverse candidature di peso rimaste tali, ottiene comunque quelle tecniche, per gli effetti visivi (Rodolfo Migliari e Theo Demeris), le scenografie (Dimitri Capuani), i costumi (Massimo Cantini Parrini), il trucco (Dalia Cooli e Mark Coulier) e le acconciature (Francesco Pegoretti): un tributo all’efficace resa visiva, tra rarefazione fiabesca e concretezza realistica, del classico di Collodi.

Nuovo riconoscimento anche per la commedia Mio fratello rincorre i dinosauri (di Stefano Cipani, dal libro Einaudi di Giacomo Mazzariol), David Giovani dopo la recente vittoria agli Efa Young Audience Award 2020. E l’orchestra multietnica de Il flauto magico di piazza Vittorio (di Mario Tronco e Gianfranco Cabiddu, trasposizione dell’opera di Mozart e del librettista Emanuel Schikaneder) si aggiudica il David alle musiche.

Per il resto, questa edizione dei David, già “storica” per le inedite modalità di svolgimento (senza pubblico in studio, con i vari ospiti collegati in streaming e la lettera del presidente Mattarella) rese obbligatorie dall’emergenza sanitaria, ha visto qualche soddisfazione anche per altri film della stagione passata: tra questi, La dea fortuna, ultimo lungometraggio di Ferzan Ozpetek, porta a casa il premio alla miglior attrice protagonista Jasmine Trinca e alla miglior canzone (Che vita meravigliosa, del cantautore Diodato).

Non resta del tutto a bocca asciutta nemmeno l’impresa epico-storica in proto-latino de Il primo re (di Matteo Rovere), con le statuette per i produttori (Andrea Paris e lo stesso regista per Groenlandia, insieme a Gapbusters, Rai Cinema, VOO, BeTV e Roman Citizenper), la fotografia di Daniele Ciprì e il suono di Angelo Bonanni D’Onofrio, Mauro Eusepi e Michele Mazzucco.

Vittoria anche per Phaim Bhuiyan, miglior regista esordiente con Bangla e per Agostino Ferrente con Selfie (miglior documentario). Ricordiamo infine i premi già annunciati prima della serata: il David dello Spettatore per il maggior incasso tra i film usciti nel 2019 (alla commedia Il primo Natale di Ficarra e Picone), il David al cortometraggio (per Inverno di Giulio Mastromauro), al miglior film straniero (l’immancabile Parasite) e, soprattutto, quello Speciale (alla carriera) per la mitica Franca Valeri.